Vittorio Sanna: "Il Cagliari non si è scansato: a San Siro una vittoria vera"

Vittorio Sanna: "Il Cagliari non si è scansato: a San Siro una vittoria vera"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:30News
di Vittorio Arba
Sanna esalta il Cagliari dopo il 2-1 al Milan a San Siro: vittoria vera, 43 punti e mentalità vincente per costruire il futuro rossoblù dopo la salvezza.

Nel suo "Commento a Caldo" per Galleria Progetti, il giornalista Vittorio Sanna ha analizzato il successo del Cagliari contro il Milan, con la sfida del "Giuseppe Meazza" conclusasi sul punteggio di 1-2. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.

Sanna sulla vittoria del Cagliari contro il Milan

La paura iniziale e il peso storico del successo

"Ho avuto paura, ho avuto una grande paura all’inizio di questa partita: che potesse essere la solita partita col Milan degli ultimi 40 anni, a parte quella che è stata vinta con Muzzi 29 anni fa, perché l’ultima vittoria contro il Milan è di 29 anni fa. E invece il Cagliari ha dato fondo a una grande gara, che ha dei significati profondi. Non è affatto una gara senza significato. È una gara dove viene tracciata una mentalità che deve essere seguita sempre: la mentalità vincente.

"Alla base di tutto c’è la mentalità vincente"

Cioè, se si vuole avere a che fare con una squadra diversa, bisogna cambiare la mente dei calciatori. Non ci sono partite in cui il risultato è l’obiettivo e devi lavorare per il risultato, lasciando che poi, una volta finito il la caccia al risultato, non ci sia più il gioco. Nel percorso che si fa abitualmente tu devi giocare la partita. Devi giocare la partita per ottenere un risultato e quindi devi riuscire a dare dei contenuti alle partite che fai, nella speranza di farle crescere. Alla base di tutto c’è la mentalità vincente, cioè il fatto che tu, ogni volta che giochi, devi giocare con un unico obiettivo: quello di ottenere i tre punti, non di badare il risultato che, in molti casi, potrebbe anche essere meno della vittoria.

Il Cagliari con la mente libera

Il Cagliari oggi l’ha fatto, l’ha fatto con la mente libera e ha fatto vedere quanto sul piano tecnico, sul piano tattico, una squadra con la mente libera, una squadra sostenuta, una squadra che non viene criticata, una squadra che ha fiducia e che ha ottenuto il suo risultato, può riuscire ad esprimere un gioco diverso contro il Milan, che la mente libera non ce l’aveva. E si vedeva, perché il tasso tecnico del Milan è chiaramente nettamente superiore. Ma è proprio questa comparazione che deve far capire che per il futuro tu devi giocare sempre con l’idea che devi cercare di giocare al meglio delle tue possibilità per ottenere un risultato, non in funzione esclusiva del risultato.

"I contenuti sono emersi tutti"

E il risultato non deve essere neanche l’elemento che ti porta poi a criticare quello che viene fatto durante la partita. Devi essere capace di guardarli, i contenuti. Quest’oggi i contenuti sono emersi tutti. È una squadra che si è difesa con ordine. È una difesa che, quando si è dovuto calciare il pallone, è stato calciato via. A parte 3 minuti di ingresso ritardato in campo, i 3 minuti che hanno permesso al Milan di partire addirittura con un gol di vantaggio, ma che il Cagliari ha saputo assolutamente capovolgere, addirittura che poteva capovolgere con un bottino ancora più grosso di quello che poi ha ottenuto alla fine.

Una vittoria che indica una direzione

Quindi non guardiamo a questa vittoria con il Milan come una partita insignificante, perché non era affatto così per il Milan, ma non è affatto così neanche per il Cagliari. È un segno, è una traccia, è una direzione che noi dobbiamo tentare di far seguire: la direzione di chi vuole vincere sempre, indipendentemente dal fatto che la classifica possa essere già soddisfatta rispetto agli obiettivi che ci siamo posti. Il Cagliari lo ha fatto oggi veramente molto bene, con un Esposito che ha mostrato ancor di più la sua leadership, affiancato da Gaetano, che è sempre più autorevole in quel ruolo, con delle basi quindi per il futuro che dicono che si può costruire qualcosa.

Pisacane e i precedenti rossoblù a San Siro

Un futuro tutto da decifrare, perché anche Pisacane si è preso la sua soddisfazione. Non ci sono riusciti tantissimi allenatori a vincere a San Siro. C’era riuscito una sola volta anche il Cagliari dello scudetto, con un gol di Hens, ma per il resto non aveva mai vinto tanto qui a San Siro. La seconda volta c’era un altro grande maestro e un altro grande allenatore del del Cagliari che guidava la squadra che aveva vinto e anche in quel caso la squadra aveva vinto trovando motivazioni, anche se era già retrocesso nel Cagliari Tiddia e furono in sardi a segnare una doppietta di Virdis e un gol che venne firmato in quel caso da un altro giocatore l’eschio, che si stava affacciando alla scena che poi magari non ha mantenuto. E poi l’ultima vittoria, quella di Muzzi, che era una vittoria dove il Milan era consenziente. Il Cagliari ottenne quell’1-0 senza che il Milan protestasse, gli venne cancellato un gol al Milan senza nessun tipo di protesta. Diciamo che in quella partita avevamo avuto quasi il disco verde da parte dei rossoneri per la vittoria.

"Stavolta è una vittoria vera"

Stavolta è una vittoria invece di quelle vere, una vittoria che è contro il desiderio del Milan, che è contro l’interesse del Milan e che a favore dello sport, a favore del calcio, a favore del calcio che mantiene le regole e che non crea biscotti. Perché in questo caso era facilissimo scansarsi, come pretendeva un periodo lo stesso Buffon, ma il Cagliari non si è scansato: si è messo là in mezzo, ha fatto la sua partita, ha dimostrato il suo valore e forse ha dato anche la conferma che quel bicchiere mezzo pieno è mezzo pieno sul serio.

I 43 punti e il passo avanti del Cagliari

E non si è trattato di fortuna quando lo ha riempito fino a ottenere i 40 punti allora, i 43 punti oggi che hanno portato alla salvezza. 43 punti che vogliono dire nove punti di vantaggio sulla terzultima e anche in questo senso la crescita è distinguibile sul piano numerico. Il passo avanti è stato fatto. I miracoli, le crescite non avvengono improvvisamente, avvengono per passettini. E il passo di oggi a San Siro è stato un passo vincente, un passo importante per una nuova mentalità. I giocatori che devono capire che devono giocare sempre per vincere, per fare una squadra che deve capire che deve giocare sempre per vincere".

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