ESCLUSIVA TC - EMANUELE BELARDI: "Cagliari, l'anno scorso Ranieri ha fatto un capolavoro. Quest'anno sarà tutto più difficile. Un attaccante da doppia cifra? Se sta bene, Lapadula in A 10-12 gol può garantirli. Nicola ama il calcio aggressivo"
Emanuele Belardi, dirigente sportivo ed ex portiere, tra le altre, di Reggina, Napoli e Juventus, commenta le mosse di mercato del Cagliari di Davide Nicola, ricordando che la dimensione della squadra rossoblù è quella di “una compagine che deve lottare per salvarsi e che, dunque, è destinata a soffrire”.
Emanuele, che prospettive intravede per il Cagliari nella prossima stagione, al netto degli acquisti e delle cessioni fin qui portate a termine?
“Squadre come il Cagliari hanno sempre sofferto nella storia, no? Ci sta dunque che l’undici isolano arranchi un po’ per conservare la categoria. L’anno scorso si è salvato alla penultima giornata, ma in panchina c’era uno dei più grandi allenatori italiani: Ranieri ha compiuto un capolavoro. Quest’anno sarà tutto molto più difficile, con la risalita in A di formazioni ricche e ambiziose come Parma e Como. Tuttavia è stato preso un tecnico, come Davide Nicola, a mio avviso molto serio e competente. Uno di quegli allenatori che riescono a dare molto di sé alle squadre che guidano, plasmandole a loro immagine e somiglianza.
L’anno scorso il Cagliari ha segnato poco, quindi credo che sul mercato debba intervenire prioritariamente in attacco e poi, magari, sulle fasce basse, dove qualche rinforzo farebbe comodo.”
In avanti è stato preso Piccoli: attaccante molto generoso e abile a legare il gioco, ma fin qui – nel corso della sua carriera – poco prolifico sotto porta. A suo giudizio servirebbe almeno un’altra punta da 10-12 gol all’anno?
“Io credo che Lapadula, se sta bene ed è fisicamente integro, abbia tutte le potenzialità per andare in doppia cifra. Però è chiaro che la squadra deve giocare per lui e deve dargli la possibilità di stazionare in area di rigore. Lo stesso Pavoletti, se in salute, una mano la può dare.”
A centrocampo, mentre non mancano i mediani di quantità, forse un pizzico di qualità in più potrebbe giovare ai rossoblù. Gli unici centrocampisti dai piedi buoni sono Prati, chiamato a confermarsi dopo il primo anno di serie A, e Viola, che però spesso è stato impiegato da trequartista. Magari una mezzala dai piedi buoni farebbe comodo a Nicola?
“Penso che un centrocampista con quelle caratteristiche i dirigenti sardi lo stiano cercando, anche se Nicolas Viola nel reparto nevralgico può ricoprire tutti i ruoli: dal regista alla mezzala. E Prati comunque è un elemento di grande prospettiva. Per cui un centrocampista in più serve, ma il Cagliari parte già da una buona ossatura.”
Focus su mister Nicola: non è solo un tecnico abile a salvare formazioni in grande affanno, ma anche un allenatore amante del calcio propositivo e aggressivo. Molte sue compagini, oltre a conquistare una salvezza insperata, hanno anche messo in mostra un calcio piacevole e, spesso, a trazione anteriore. Lei è d’accordo?
“Assolutamente sì. Purtroppo nel calcio, così come nella vita, spesso vengono affibbiate delle etichette. Le squadre di Nicola hanno sempre giocato bene: il Crotone giocava benissimo, ad esempio. La Salernitana idem, così come l’Empoli: spesso attaccavano con tre-quattro uomini in area avversaria. Poi è ovvio che, quando lotti per non retrocedere, se rischi qualcosa in più puoi anche perdere certe partite. Ma quella di Nicola, un signor allenatore, è una mentalità coraggiosa e propositiva.”
