ESCLUSIVA TC - MAURO ESPOSITO: "Cagliari, contro la Roma te la sei giocata alla pari. Nicola ha sdoganato un calcio verticale e aggressivo, mentre con Ranieri la squadra restava più compatta e abbottonata. Luvumbo meglio da esterno d'attacco"
Ha militato sia nel Cagliari che nella Roma, ma il fiore dei suoi anni l’ha vissuto con la maglia rossoblù e i quattro mori sul petto. Con Gianfranco Zola e David Suazo formava un tridente offensivo da mille e una notte, arricchito e implementato dall’altra freccia dell’attacco Antonio Langella.
Mauro Esposito, guizzante ala destra tremendamente incisivo anche come seconda punta, in Sardegna ha segnato – e fatto segnare – gol a grappoli, contribuendo in maniera decisiva al ritorno in serie A del Cagliari nel 2004 e alle successive, brillanti salvezze conquistate in una massima serie straordinariamente probante e competitiva.
Mauro, da doppio ex ha seguito la sfida di ieri tra Cagliari e Roma?
“Certo, e ho visto un Cagliari pimpante e propositivo che si è giocato al cento per cento la sua partita pur affrontando un grande avversario. E, alla fine, se i rossoblù avessero vinto non avrebbero rubato niente. Conosco bene Davide Nicola, che sta dimostrando il suo valore come allenatore e che ha una propria identità di gioco ben chiara e riconoscibile. Il fatto che abbia sfidato la Roma senza puntare su una strategia attendista, ma giocando a viso aperto e con una grande voglia di vincere, è estremamente positivo. Magari con Claudio Ranieri la squadra restava un po’ più compatta e abbottonata, cercando di sorprendere gli avversari con qualche folata in contropiede. E tendeva a utilizzare maggiormente i lanci lunghi per gli attaccanti. Invece quest’anno Nicola ha dato un’impronta e un’idea di gioco diversa, sdoganando un calcio verticale e aggressivo, fatto anche di giocate di prima intenzione.”
A suo avviso manca ancora qualcosa per completare l’organico rossoblù, magari in attacco e in mezzo al campo?
“Aggiungerei un po’ di qualità a centrocampo: se la dirigenza riuscisse a riprendere Gaetano sarebbe davvero un’ottima cosa. E poi bisogna capire come vuole giocare Nicola là davanti: ieri è sceso in campo Piccoli, che è un buon attaccante anche se, francamente, non so quanti gol possa garantire. Poi l’unica cosa che non mi ha convinto del tutto nella gara dell’Unipol Domus è stata la posizione in campo di Luvumbo, che ha giostrato spesso e volentieri da punta centrale. Alla luce delle sue caratteristiche tecniche credo sia più adatto a fungere da esterno, per sfruttare il suo dribbling e il suo spunto in velocità. Quando ti punta ti fa male, quindi va fatto attaccare in profondità nell’uno contro uno. Se lo metti al centro del reparto avanzato, spalle alla porta, fa fatica. Infatti ieri ha saltato poche volte l’avversario e raramente ha creato la superiorità numerica nella trequarti giallorossa. Questo è l’unico appunto che mi sento di fare al Cagliari che ha affrontato la Roma, perché per il resto l’undici di Nicola ha disputato una partita seria, tosta e convincente.”
