ESCLUSIVA TC - TIZIANO DE PATRE: "Oggi brutta partita. Cagliari un po' meglio nella ripresa, ma manca qualità a centrocampo: gli attaccanti risentono di queste lacune. A gennaio prenderei un mediano dai piedi buoni e un difensore d'esperienza"

ESCLUSIVA TC - TIZIANO DE PATRE: "Oggi brutta partita. Cagliari un po' meglio nella ripresa, ma manca qualità a centrocampo: gli attaccanti risentono di queste lacune. A gennaio prenderei un mediano dai piedi buoni e un difensore d'esperienza"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
sabato 30 dicembre 2023, 20:33Primo piano
di Matteo Bordiga

Ai suoi tempi il Cagliari, soprattutto in casa, regalava prestazioni di ben altro spessore tecnico rispetto a quelle fornite in questo - balbettante - campionato.

Lui era il polmone del centrocampo, ma allo stesso tempo risultava spesso decisivo in fase realizzativa con i suoi proverbiali inserimenti in area e con la castagna dalla distanza della quale disponeva, e che sprigionava ogni volta che intravedeva uno spiraglio nella trequarti avversaria.    

Anche Tiziano De Patre, davanti a uno spettacolo come quello offerto oggi dai rossoblù nei novanta minuti contro l’Empoli, pare piuttosto perplesso. Il botto di Capodanno non c'è stato, anzi... Ciò che desta maggiore preoccupazione è la manifesta incapacità della squadra di produrre gioco, e l’evidente mancanza di qualità di una mediana votata più a interdire che a costruire.

Tiziano, che impressione le ha fatto l’undici di Ranieri contro i toscani di Andreazzoli? La sensazione diffusa è stata quella di una squadra priva di un’identità, capace di affondare solo grazie ai lanci lunghi dei difensori e dei centrocampisti e ai traversoni dalle fasce degli esterni.

“Sì, in effetti non è stata una bella partita. Le due squadre giocavano a specchio – entrambe col 4-3-1-2 – e quindi non era facile manovrare, perché c’erano molti duelli individuali. Ma lo spettacolo, oggettivamente, è stato deludente. Nel secondo tempo il Cagliari è andato meglio rispetto alla prima frazione, quantomeno sul piano dell’intensità. Peccato per il rigore sbagliato da Viola: a questo proposito devo dire che mi è piaciuto moltissimo il pubblico cagliaritano, che ha applaudito quando il numero 10 ha abbandonato il campo.”

Lei ha sottolineato il concetto di “intensità”. Ecco, non è che ultimamente il Cagliari è capace di esprimere, di fatto, solo intensità? Manca un gioco corale, una costruzione ragionata della manovra. Mancano schemi e idee dalla metà campo in su. Oggi si è mantenuta la porta inviolata, e questo è un aspetto positivo, ma sconcerta la monotematicità degli attacchi rossoblù, tutti imperniati sui lanci lunghi per le torri dell’attacco e sulla conquista delle seconde palle. Un gioco “sporco” e, stanti i risultati, anche improduttivo in una categoria come la serie A.

“A mio avviso questi problemi dipendono dal fatto che manca qualità a centrocampo. Oggi è rientrato Viola, che i piedi buoni ce li ha, ma la mediana iniziale schierata da Ranieri – Prati, Sulemana, Deiola – era più muscolare che qualitativa. E poi comprendeva due 2003, come Sulemana e Prati, che per quanto stiano facendo bene sono ancora giovani e hanno la responsabilità di ricoprire dei ruoli strategicamente fondamentali. In particolare Prati è un prospetto di valore e di talento, e diventerà sicuramente un calciatore importante. Adesso però conta il presente, e il presente dice che in mezzo al campo latitano fantasia e inventiva. Gli attaccanti risentono di questa situazione, perché non vengono innescati nella maniera migliore. Tra l’altro davanti il Cagliari ha tanti elementi in grado di incidere. Peccato per Shomurodov, che stava crescendo e si è fatto male. Ma non tutte le formazioni in lizza per la salvezza possono vantare una batteria offensiva così ricca. Il problema è mettere questi attaccanti nelle condizioni di battere a rete. I rossoblù sono tra le compagini di serie A che crossano di più, anche perché dispongono di terzini che spingono molto. Ma serve più proprietà di palleggio e più brillantezza in fase di prima impostazione. Vero è che adesso la squadra appare più equilibrata rispetto a due mesi fa. Per me ha i requisiti per salvarsi, ma quest’anno è difficile perché le concorrenti sono attrezzate e stanno tutte facendo punti: vedi l’Udinese, che oggi ha rifilato tre gol al Bologna, o il Genoa, capace di fermare sull’1-1 l’Inter. Ci sarà da soffrire fino in fondo.”

Tiziano, un discorso a parte meritano i cambi che ultimamente effettua Ranieri. Nel mese di dicembre ha spesso messo dentro giusto per i quattro-cinque minuti finali gente come Oristanio, Petagna, Lapadula e Pavoletti, i quali hanno avuto pochissimo tempo per lasciare il segno. Da cosa sono dettate, a suo avviso, queste scelte? Non si è trattato di sostituzioni un po’ tardive?

“Il fatto è che le punte in rosa sono tante, e non è facile gestirle. Se ci pensiamo oggi Petagna, entrato praticamente per il recupero, stava per segnare l’1-0. In passato Pavoletti era risultato decisivo proprio al fotofinish. Certo, non può andare sempre bene. Ma quando hai tutti questi attaccanti a disposizione ruotarli e dare spazio a ciascuno di loro è complicato. Chiaramente il mister è colui che li vede in settimana e che ha gli elementi per valutarli meglio di chiunque altro. Credo che operi le sue scelte anche in funzione dell’avversario da affrontare di settimana in settimana. In ogni caso, a mio parere l’obiettivo-salvezza è alla portata del Cagliari.”

La prossima gara sarà a Lecce contro i giallorossi di D’Aversa, e lei è un doppio ex. Che partita si aspetta il 6 gennaio al “Via del Mare”?

“Una partita delicata e difficile per il Cagliari. Tra l’altro il Lecce oggi non meritava certo di perdere a Bergamo: ha offerto l’ennesima buona prestazione della sua stagione, creando diverse palle gol. È una squadra che propone calcio e gioca bene. Ma ripeto: dietro sono tutte competitive e temibili. Il Cagliari deve attingere al mercato di gennaio per rinforzarsi in primis con l’acquisto di qualche centrocampista dai piedi buoni, capace di dare fosforo alla manovra. Poi servirebbe anche un centrale difensivo di comprovata esperienza.”