Vittorio Pusceddu: "Negli ultimi anni la fase difensiva è sempre stata il tallone d'Achille del Cagliari: a causa di errori di posizionamento subiamo parecchi gol evitabili. Calciomercato? Cercherei un centrocampista e un centravanti"
Vittorio Pusceddu, uno dei terzini sinistri più performanti ed esplosivi della storia del Cagliari, ai microfoni di Tuttocagliari.net commenta il campionato vissuto dai rossoblù di Fabio Pisacane, costellato di alti e bassi ma concluso con un piazzamento più che onorevole e con un bottino finale di 43 punti.
Vittorio, questo Cagliari non sempre ha convinto sul piano del gioco, anche se i numeri danno ragione a mister Pisacane. Qual è il suo giudizio sulla stagione appena conclusa da Caprile e compagni?
“Diciamo che l’inizio del campionato è stato piuttosto buono: abbiamo ammirato una squadra molto giovane nella quale, peraltro, giocavano tanti italiani. Poi sono arrivati i tempi duri, segnati soprattutto dalle brutte sconfitte patite contro Lecce e Pisa. Per contro bisogna dire che abbiamo vinto alcune partite, come quelle contro Roma e Juventus, teoricamente proibitive. Nel complesso credo che Fabio Pisacane abbia fatto un buon lavoro, ragion per cui merita di essere riconfermato alla guida del Cagliari.”
Cosa ha funzionato nel corso del campionato e cosa invece ha lasciato a desiderare dal punto di vista tecnico-tattico?
“A mio parere la fase difensiva è stata sempre, negli ultimi anni, il tallone d’Achille del Cagliari. Anche nell’ultimo campionato abbiamo incassato parecchi gol che, con un po’ più di concentrazione e correggendo qualche errore di piazzamento, avremmo potuto evitare. L’attacco si è basato principalmente su Sebastiano Esposito, ottimo giocatore che ha dato un contributo importante. All’inizio tutti lo criticavano, ma io continuavo a sostenere che alla lunga sarebbe stato determinante. Mi aspettavo perfino che in fase realizzativa superasse la doppia cifra: non l’ha fatto, ma si è comunque disimpegnato molto bene. Un altro aspetto positivo di questa stagione è stato rappresentato dalla trasformazione di Gaetano da trequartista a regista davanti alla difesa: il centrocampista napoletano nel nuovo ruolo se l’è cavata abbastanza bene, soprattutto nell’ultimo scorcio di campionato. Infine, come dicevo prima, abbiamo quasi sempre schierato otto o nove italiani dal primo minuto, e questo è un plus importante…”
Ora è tempo di calciomercato: a breve inizierà il valzer degli acquisti e delle cessioni. Lei che tipo di giocatore acquisterebbe per migliorare il Cagliari?
“Innanzitutto mi piace sottolineare che quest’anno Caprile è stato uno dei primi portieri della serie A per numero di parate effettuate. Se riuscissimo a trattenerlo sarebbe una gran bella cosa, anche se temo che sarà molto difficile. Poi bisognerà capire quando Idrissi e Felici recupereranno al cento per cento dai rispettivi infortuni. A centrocampo prenderei un elemento eclettico che sia in grado di fare sia il regista che l’incontrista, e lo affiancherei a Gaetano. Infine là davanti serve una punta da accoppiare ad Esposito: mi riferisco a un centravanti di peso che funga da punto di riferimento. Sebastiano Esposito potrebbe orbitargli attorno, dato che ama svariare su tutto il fronte. E poi non dimentichiamoci che c’è Belotti: ecco, se il Gallo quest’anno non si fosse infortunato e avesse sempre giocato titolare avrebbe fatto crescere tantissimo lo stesso Esposito.”
