Allegri, dalla panchina alla politica. Il Giornale: "Popolarità nei sondaggi al 36%, appena sotto la Premier Meloni"

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Oggi alle 07:45Rassegna stampa
di Redazione TuttoCagliari

"Allegri, dalla panchina alla politica: popolarità nei sondaggi al 36%".  E' questo il titolo nelle pagine sportive de Il Giornale. 

Max Allegri approda, suo malgrado, anche nel dibattito politico. È uno degli effetti inattesi dell’uscita del libro “A corto muso” firmato da Giuseppe Alberto Falci, giornalista del Corriere della Sera, presentato ieri sera a Milano. All’evento hanno preso parte anche Adriano Galliani – senatore di Forza Italia e figura simbolo dell’era berlusconiana – e Alberto Barachini, sottosegretario all’editoria.

Durante la serata è emerso un dato sorprendente: un sondaggio sulla popolarità di Allegri lo colloca al 36%, appena un gradino sotto la premier Giorgia Meloni. Numeri ancor più rilevanti se si considera la presenza, sia tra i tifosi della Juventus (dove ha lasciato un passato ingombrante) sia tra quelli del Milan (sua attuale casa), di un vasto fronte di “anti-Max”, critici che negli anni hanno quasi costruito una carriera sul contestare l’allenatore livornese.

Attribuirgli una collocazione politica è però compito arduo. Secondo alcuni osservatori, Allegri sarebbe vicino a Matteo Renzi grazie a una lunga amicizia personale e a un curioso aneddoto: quando Berlusconi incontrò per la prima volta l’allora sindaco di Firenze nella sua villa di Arcore, la conversazione si sarebbe aperta proprio parlando di calcio e di Allegri. Un elemento che alimenta le interpretazioni. C’è poi chi, come Italo Cucci, lo definisce un “anarchico di destra”, etichetta che rende bene l’idea della difficoltà di incasellarlo in un perimetro politico tradizionale.

Ma come ha confessato Galliani, Max è diventato di sicuro molto berlusconiano fin dal primo incontro «quando capii che poteva diventare lui l’erede di Ancelotti».