La Nuova Sardegna - Tanti dubbi e una certezza: "Sarà battaglia"
«Emozionato? Molto. Ma sono uno che sente anche un’amichevole». Pierpaolo Bisoli cerca di minimizzare ma la tensione, a poche ore dal match col Palermo che vale la sua prima presenza in panchina in serie A, è bella nitida. Il suo Ballo dei debuttanti è al “Barbera”. Il tecnico del Cagliari parla, gesticola e cerca di sorridere.
Di tanto in tanto, sistema il colletto della maglia ufficiale: «Avete visto, siamo in ghingheri» dice con l’accento di Porretta Terme, a metà tra romagnolo e toscano. «Preoccupato? No, sono orgoglioso dei miei giocatori, della società e dei tifosi. Sono queste le frecce del mio arco che cercherò di usare anche col Palermo». Il messaggio è nitido: l’identikit del Cagliari 2010/11 è un mix che comprende cuore, grinta e concentrazione: «Avete visto l’Atletico con l’Inter. Il giorno prima della finale Reyes l’aveva detto: una partita secca si può vincere con chiunque. Basta volerlo, serve la testa. Così deve essere il mio Cagliari. Noi ci proveremo a Palermo, a Roma, a Milano, a Torino e ovunque. Ma senza determinazione e fame di vittoria, possiamo perdere da tutti. Dall’Ajaccio o dal Betis Siviglia. E la colpa sarà solo mia».
- Bisoli, cosa ha chiesto ai suoi?
«Aggressività e pressing alto. Se stiamo ai loro ritmi siamo fregati. Il Palermo è in Europa League, punta alla Champions e ha una rosa che vale le prime cinque del campionato. Ma noi non chiniamo la testa. Serve quantità, tecnica, corsa e organizzazione».
- Come si mette in difficoltà la squadra di Delio Rossi?
«Limitando Liverani: ha un piede che sembra una mano. Inoltre, dobbiamo tenere lontani dalla nostra area Pastore, Hernandes e Maccarone.
Serve una grande prestazione ma sono fiducioso: in settimana ho visto migliorare l’attenzione».
- Cosa teme particolarmente?
«Loro sono più avanti mentalmente. Hanno collaudato la caccia ai tre punti con il Maribor. A noi manca la “partita”: solo con l’Atalanta abbiamo avuto l’atteggiamento giusto.
- Con le “gambe” come va?
«Abbiamo autonomia di un’ora e 5’, arriveremo a un’ora e 20’. Dobbiamo abituarci a spalmarla nei due tempi».
- Bisoli, qual è il modulo che preferisce?
«Giochiamo con due punte e un trequartista: non siamo lì per difenderci. La nostra difesa comincia dagli attaccanti: dobbiamo accelerare per frenare la manovra del Palermo».
- Conti gioca?
«Daniele è una pedina fondamentale, ha fatto due allenamenti. Vedremo. Comunque è pronto Nainggolan: fa il regista con l’under 21 belga, può farlo anche con noi».
- Quali sono gli altri dubbi?
«In attacco e sulle fasce. Ho 25 titolari e, con Nenè, Laner, Acquafresca e Pinardi, ho varie opzioni.
- Acquafresca parte dal via?
«Rimugino sulla formazione fino a poche ore dalla partita. E cambio idea anche di notte. Acquafresca ha ridotto il suo gap dagli altri. Vedremo. Ma di sicuro ci sarà con la Roma».
- Bisoli, giù la maschera: quali sono i suoi obiettivi?
«Tornare da Palermo con un risultato positivo: partire bene aiuta tutti. Poi, ho due sfide da vincere: da allenatore e con l’ambiente. Non voglio sperperare la stima che mi mostrano i tifosi e gli sportivi sardi».
