Unione Sarda - Le mani di Agazzi sulla serie A

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© foto di A.Mariani/TuttoAtalanta.com
giovedì 26 agosto 2010, 09:30Rassegna stampa
di Niccolò Schirru

L'ombra di Marchetti è ingombrante, ma Agazzi non sembra proprio sentire il peso delle responsabilità. Gioca la sua partita punto e basta. «Senza paura», assicura. «Sono pronto». Si tiene stretta la fiducia della società e sgombra subito il campo dai dubbi: «Circa un mese fa, o poco più, il direttore generale e il presidente in persona sono venuti da me e mi hanno detto di stare tranquillo, che sarei stato il portiere del Cagliari e che puntavano su di me».
LA GRANDE SFIDA Sincero. Spavaldo quanto serve. Emozionato no. «Sono una persona serena per carattere, pertanto vivo serenamente tutte le situazioni», spiega, «anche se, devo ammetterlo, mi è stata data una possibilità davvero importante». A ventisei anni (compiuti giusto un mese fa) sarà il portiere titolare di una squadra di serie A dopo aver racimolato tre presenze lo scorso campionato. Mica briciole. «Sono onorato», la premessa vien da sé. «Ma per me ogni allenamento è già una prova», l'inedito guanto di sfida. «Indubbiamente ho una grande carica in corpo. Ma alla fine faccio quello che mi piace fare, perché mai allora non dovrei essere tranquillo?».
CASO MARCHETTI Lo sguardo è rilassato, il tono pacato. Agazzi è felice, e si vede. Eppure il polverone che quest'estate ha investito la porta del Cagliari coinvolge - seppur indirettamente - anche lui, promosso titolare nel momento in cui Marchetti (portiere della Nazionale ai Mondiali in Sudafrica e convocato di recente anche dal nuovo ct Prandelli) ha rotto con Cellino ed è stato messo sul mercato. «C'è questa situazione, ma è troppo più grande di me», taglia corto Agazzi, e anche in questo caso sembra proprio sincero. «Io non so niente, per questo non posso dire niente». Così si sofferma giusto sull'aspetto umano di quello che sino a non troppo tempo fa (ma forse lo è ancora oggi) era il suo idolo: «Federico è un ragazzo eccezionale, lo stimo tantissimo. Da quando sono arrivato a Cagliari mi ha dato dei consigli importanti, ha sempre usato le parole giuste che mi hanno aiutato a crescere. Non posso far altro che ringraziarlo».
ESORDIO AL BARBERA Intanto ecco il Palermo, primo avversario di una stagione che - inevitabilmente - segnerà la sua carriera. «Non proprio il massimo», ammette Agazzi. «Esordire contro i rosanero e tra l'altro al Barbera non è semplice, ma ci stiamo preparando con intensità per questo appuntamento e vogliamo cominciare il campionato nel migliore dei modi». Già domenica sera l'ex portiere della Triestina dovrà fare gli straordinari, insomma.

«Gli attaccanti del Palermo sono tutti di spessore, sia dal punto di vista tecnico che atletico». Uno su tutti: «Pastore è veramente forte». Bomber siciliani nel mirino. «Stiamo lavorando tanto sia dietro che davanti per essere più protetti e i frutti già si vedono».
IL KO COL BETIS Anche se l'amichevole di domenica scorsa al Sant'Elia con il Betis Siviglia ha lasciato più di un dubbio. Due gol subìti, entrambi su palle inattive. «È vero, ma i primi trentadue-trentatré minuti sono stati davvero di grande livello», tiene a precisare Agazzi ribadendo, di fatto, il concetto espresso dall'allenatore Bisoli subito dopo il match con gli spagnoli. «Sono venute fuori diverse giocate, alcune anche importanti, ma soprattutto abbiamo rischiato poco-nulla». Poi è calato il Cagliari, allo stesso tempo è cresciuto il Betis. «A quel punto», sottolinea Agazzi, «non siamo stati abbastanza lucidi e quindi bravi a gestire il momento di difficoltà, complice chiaramente l'avversario, di buon valore ma anche molto più avanti di noi con la preparazione». Comunque nessun allarme. «Questi test servono proprio per capire dove e come dobbiamo migliorare e per affinare il nostro gioco».
VACANZE SARDE Palermo nel mirino. «Sarà una gara importante, anche perché la prima del campionato. E ripeto, ci teniamo a cominciare bene questa nuova avventura». Che per la prima volta lo vedrà protagonista nel calcio che conta. «Per questo ringrazio il presidente Cellino che non perde occasione per sostenermi, lo ha fatto anche di recente», rivela Agazzi, bergamasco doc che si sta immergendo in tutto e per tutto nella realtà sarda. «Uno spettacolo. L'altro giorno ho sentito mio padre al telefono, si lamentava perché da lui a Bergamo pioveva ininterrottamente. Ho pensato ai nostri trenta gradi e al Poetto, tutta un'altra vita, e a me piace da morire». Anche per questo Michael e la fidanzata hanno deciso di trascorrere le vacanze nell'Isola. «Abbiamo caricato la macchina, messo in moto e ci siamo fatti un bel giro. Da Cala Gonone a Berchidda passando per San Teodoro e tanti altri posti ancora lungo la costa. Nove giorni da favola. La Sardegna è straordinaria». Al mare e tra i pali.