Unione Sarda - Tre titolari per caso
I protagonisti che non ti aspetti, i titolari per caso. Agazzi, Ariaudo e Nainggolan, in rigoroso ordine di ruolo, si sono trovati di botto in prima linea «nell'anno della svolta», come ama definirlo il presidente del Cagliari, Massimo Cellino. E tutti e tre hanno risposto bene nel test d'esordio a Palermo, dando a Bisoli la sensazione di avere una rosa ampia e di valore. Certo, quella di domenica scorsa è stata solo la prima prova di una lunga serie che ci porterà sino a maggio inoltrato. Ma la sicurezza del tre ragazzi nel compiere il passo dalla panchina al campo è stata incoraggiante.
IL PORTIERE Michael Agazzi è stato il primo ad avvertire la sensazione di poter essere titolare. La sua marcia di avvicinamento è iniziata molto tempo fa, esattamente il 31 gennaio scorso quando il Cagliari, per far fronte ai contemporanei infortuni di Marchetti e Lupatelli, acquistò in poche ore dalla Triestina la seconda metà del cartellino (la prima l'aveva acquisita nel giugno precedente), mettendolo subito a disposizione di Allegri con un progetto preciso: farlo maturare per poter prendere il posto di Marchetti, unico pezzo pregiato in odore di cessione.
Agazzi non fu fortunato. Il tempo di giocare un paio di partite e poi la frattura alla mano che lo costrinse a saltare il resto della stagione.
All'inizio della nuova, la società ha rilanciato il piano: cedere Marchetti e promuovere Agazzi. Fatto sta che il disastroso Mondiale in cui è incappata la Nazionale italiana ha fatto sì che Marchetti (che pure non aveva colpe eccessive del naufragio azzurro) avesse poco mercato. C'è stato solo un timido tentativo della Sampdoria non andato in porto.
Cellino, a questo punto, ha variato il programma: Marchetti resta, Agazzi va in prestito. Quando il dg Marroccu stava per concludere l'operazione, l'intervista (non autorizzata) di Marchetti che esprimeva rammarico per la mancata cessione alla Sampdoria. Apriti cielo. La società ha reagito con amarezza, gli ultras con rabbia. E Marchetti è diventato terzo portiere. Per Agazzi si sono spalancate di nuovo le porte.
Il precampionato del ventiseienne portiere è stato discreto, l'esordio al Barbera ottimo.
Chiamato in causa da Maccarone nel primo tempo e, più pericolosamente, da Balzaretti nel secondo, Agazzi ha risposto alla grande, conquistandosi la stima dei tifosi, non di Bisoli e dei compagni perché quella ce l'aveva già, dato che lo vedono ogni santo giorno in allenamento.
L'OUTSIDER Anche Lorenzo Ariaudo può essere considerato un titolare per caso. Il giovane, ventuno anni compiuti a giugno, prelevato dalla Juventus, è un difensore centrale che si apprestava a crescere all'ombra dei titolari, Canini e Astori. Invece, ha finito per fare il terzino sinistro per tutto il precampionato e nella gara di Palermo. La causa è stato un fastidioso infortunio (una tendinite) che ha bloccato Agostini, costringendolo a saltare gran parte della preparazione. Ariaudo ha interpretato il ruolo a modo suo: poche scorribande in avanti, molta disciplina tattica, attenzione massima alla fase difensiva. Bisoli è soddisfattissimo della sua capacità di adattamento. «Sono tornato ragazzino», ha detto con un sorriso Ariaudo, ricordando che il ruolo di terzino sinistro era quello che preferiva quando calcava i campi dell'oratorio o giù di lì.
LA SORPRESA Chi proprio non si aspettava di giocare titolare a Palermo, è Radja Nainggolan, ventidue anni, nazionale Under 21 del Belgio ma di origini indonesiane, come testimoniano i tratti orientaleggianti del suo viso. A spianargli la strada è stato l'infortunio patito da Daniele Conti nel corso dell'amichevole con il Betis Siviglia. Il capitano è stato costretto a restare fermo sino al giovedì successivo, per poi svolgere gli allenamenti di venerdì e sabato. Troppo poco - a giudizio di Bisoli - per giocare dall'inizio. Spazio, quindi, a Nainggolan, che si è piazzato davanti alla difesa mostrando i denti a tutti i rosanero che gli venivano a tiro, soprattutto Pastore, autentico fuoriclasse e futura stella del calcio mondiale. Una prestazione esemplare, fatta di forza e aggressività più che di tecnica, ma utilissima alla squadra. Bisoli ne è rimasto entusiasta. All'allenatore rossoblù va dato atto della capacità di prendere la coraggiosa decisione di schierare Nainggolan in un ruolo che, nelle sporadiche apparizioni precedenti, non aveva mai fatto. Ferrea la logica che ha ispirato la mossa di Bisoli, spiegata nella conferenza stampa della vigilia: «Se gioca centromediano nella sua nazionale, perché no nel Cagliari»? Già, perché no?
E così Nainggolan, in procinto di essere ceduto in prestito per fare esperienza, si è ritagliato uno spazio importante in rossoblù. Come cambia la vita.
