Abodi sulla crisi azzurra: “Dopo la terza mancata partecipazione non ci sia più spazio per equivoci”

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di Vittorio Arba
Abodi sul calcio italiano: dopo il terzo Mondiale saltato serve chiarezza in FIGC e più spazio ai giovani italiani.

Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i giovani, è tornato a parlare del momento delicato del calcio italiano dopo la terza mancata partecipazione consecutiva dell’Italia al Mondiale. A margine della visita al World Grand Prix Taekwondo di Roma, Abodi si è soffermato anche sulle prossime elezioni presidenziali in FIGC e sul tema della possibile candidatura di Giovanni Malagò.

Abodi sul momento del calcio italiano

"Non ci sia più spazio per equivoci"

Queste le sue parole, riprese da LaLazioSiamoNoi: "Mi auguro che, dopo la terza mancata partecipazione consecutiva, non ci sia più spazio per equivoci e incapacità di andare oltre".

Abodi sulle elezioni FIGC

Il tema dell’eventuale ineleggibilità di Malagò

Sul tema dell’eventuale ineleggibilità di Malagò alla presidenza federale, Abodi ha spiegato: "L'Anac risponderà nelle forme e nei tempi che riterrà opportuni. Con il Collegio di garanzia presso il Coni abbiamo predisposto una comunicazione che risponde a un'esigenza emersa dal Parlamento, dal Senato e dal senatore Marti.

"Serve un presidente senza problemi di legittimità"

Doveroso, da parte mia, interpellare per avere risposte, auspicabilmente prima delle elezioni, per consentire di esprimere un presidente che non abbia problemi di legittimità".

Il confronto tra Malagò e Abete

Il ministro ha poi commentato il confronto tra i due candidati, Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, quest’ultimo sostenuto in maniera significativa dalla Lega Nazionale Dilettanti: "Ci sono due candidati, si andrà avanti nel rispetto reciproco. Mi auguro che il consiglio federale, con il nuovo presidente, si ponga nelle condizioni di affrontare queste macrotematiche e che l'assemblea federale poi ratifichi".

Abodi sui giovani italiani

"Il talento c’è"

Abodi ha infine allargato la riflessione alla necessità di intervenire sul sistema calcio, soprattutto in relazione alla valorizzazione dei giovani italiani: "Se anche ci fosse stata avremmo dovuto digerirla. Noi che abbiamo vissuto il Mondiale possiamo capire cosa stiamo togliendo ai nostri giovani. E penso che questo possa essere un elemento di definitiva riflessione.

"Bisogna far giocare i nostri giovani"

Il talento c'è, come dimostrano i risultati delle nostre Under, dobbiamo solo far emergere il valore. L'auspicio è che ci sia impegno di tutto il sistema comprendendo che, al di là delle norme, bisogna far giocare i nostri giovani".