Caos Pirlo-Figc, Criscitiello: "Meritiamo l'estinzione calcistica"
Michele Criscitiello, nel suo editoriale pubblicato su Sportitalia, ha analizzato il momento delicato che sta attraversando la Figc, soffermandosi sulle recenti tensioni legate alla scelta dei nuovi vertici tecnici e dirigenziali della Federazione.
Il giornalista ha aperto il suo intervento con un titolo particolarmente duro: “Una banda di… Pirlo. Un mese di proclami per farsi solo autogol”, criticando il modo in cui è stata gestita la situazione dopo le recenti difficoltà vissute dal calcio italiano.
Mancata qualificazione a tre Mondiali
Secondo Criscitiello, la mancata qualificazione a tre Mondiali avrebbe dovuto spingere il sistema verso un cambiamento profondo e ragionato, mentre le ultime vicende starebbero mostrando, a suo giudizio, una mancanza di programmazione e una gestione poco efficace.
La critica alla nuova linea della Figc
Nel suo editoriale il giornalista ha poi rincarato la dose: “Stiamo toccando il fondo e Giovanni Malagò non può distruggere la sua immagine in 30 giorni di calcio dopo aver fatto un percorso stupendo al CONI. Lo abbiamo detto dal primo giorno: Giovanni, il calcio non è sport. È un circo, è business, è un centro di potere fatto di meccanismi mafiosi. Tutto è tranne che sport.”
Criscitiello ha quindi commentato il coinvolgimento di Paolo Maldini nel nuovo progetto federale, sottolineando come la scelta dell’ex difensore del Milan fosse stata inizialmente vista come una mossa di grande impatto per immagine e credibilità.
Secondo il giornalista, però, la situazione sarebbe diventata più complessa con l’ingresso di Leonardo e con l’idea di valutare diversi profili per la panchina della Nazionale, tra cui nomi di primo piano come Roberto Mancini, Pep Guardiola, Carlo Ancelotti e, in ultima battuta, Andrea Pirlo.
“Mancini? No, proviamo con Guardiola, Ancelotti e, se va male, andiamo sul mio amico Pirlo. Un disastro di gestione e comunicazione”, ha scritto Criscitiello, evidenziando le sue perplessità sul percorso decisionale.
Infine, il direttore di Sportitalia ha invitato a distinguere il passato da calciatore dalle capacità dirigenziali o tecniche: “Ricordiamoci che un grande calciatore non per forza deve essere un grande allenatore o dirigente.”
Maldini come figura di riferimento al fianco di Malagò
A chiusura del suo editoriale, Criscitiello ha messo in dubbio l’opportunità della scelta di Maldini come figura di riferimento al fianco di Malagò, ricordando la poca esperienza dell’ex rossonero dietro una scrivania e concludendo: “Malagò ha una personalità forte: sicuri che sia Maldini l’uomo giusto al suo fianco? Giovanni, forse, si è già pentito”
