Nesta: “Persa l’identità del calcio italiano, troppa tattica e pochi talenti”
Le riflessioni di Alessandro Nesta sul momento del calcio italiano si inseriscono in un dibattito che coinvolge anche club come il Napoli, alle prese con la pianificazione del futuro tra prima squadra, vivaio e strutture.
In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, l’ex difensore di Milan e Nazionale ha espresso un’analisi piuttosto critica sullo stato attuale del movimento. "Dopo di noi c'è stato il vuoto, nessun successo a parte l'Europeo 2021", ha dichiarato Nesta, facendo riferimento alla generazione campione del mondo nel 2006. A suo avviso, una delle principali criticità riguarda la crescita dei giovani: "Abbiamo perso la nostra identità italiana e siamo andati a scopiazzare in giro. Oggi c'è troppa tattica, già dai 12-13 anni si parla di schemi e moduli quando invece si dovrebbero sviluppare genio e dribbling".
Difficoltà strutturali
L’ex difensore ha poi ampliato il discorso soffermandosi sulle difficoltà strutturali del sistema calcistico nazionale: "Una volta il sogno era arrivare in Serie A, oggi molti giovani puntano all'estero perché il livello del campionato si è abbassato". Infine, un passaggio sulle infrastrutture: "Non siamo riusciti a costruire una Lega che viaggiasse sulle proprie gambe. Da allora non ci siamo evoluti, soprattutto a livello di stadi e infrastrutture".
