Non solo allenamento: il ruolo chiave dell’alimentazione nel calcio moderno

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di Redazione TuttoCagliari.

Quando si parla di dieta dei calciatori non si fa riferimento semplicemente a un’alimentazione sana ed equilibrata, ma a un vero e proprio protocollo nutrizionale. Per un atleta professionista il cibo è parte integrante della preparazione, al pari dell’allenamento in campo e del lavoro in palestra.

Ogni piano alimentare viene calibrato in base al ruolo, al minutaggio, all’intensità delle partite e alla fase della stagione: periodi di carico, settimane con impegni ravvicinati o fasi di recupero richiedono strategie differenti. Nulla è lasciato al caso, perché l’obiettivo è garantire energia immediata, continuità di rendimento e tempi di recupero ridotti.

In questo contesto non mancano mai i nutrienti fondamentali per la rigenerazione muscolare e la prevenzione degli infortuni. Il calendario calcistico moderno, fitto di partite tra campionato e coppe, impone ritmi serrati: sostenere l’organismo diventa quindi una priorità assoluta.

L’importanza della salute intestinale

Uno degli aspetti spesso meno visibili ma determinanti riguarda la salute intestinale. Un intestino efficiente assorbe meglio vitamine, sali minerali e macronutrienti, contribuendo a mantenere stabile il livello energetico durante la settimana e nel corso dei novanta minuti.

Inserire nel piano alimentare il giusto quantitativo di fibre e psyllium husk in maniera controllata, aiuta a mantenere il funzionamento dell’intestino efficiente e consente ai calciatori di non affrontare digestioni pesanti. Il psillio, fibra naturale capace di assorbire acqua e favorire la regolarità, viene utilizzato sotto supervisione degli specialisti proprio per migliorare il transito intestinale e limitare eventuali fastidi nei momenti di maggiore stress fisico e mentale.

Accanto a questi supporti, restano centrali le fonti tradizionali di fibre: verdura, frutta, cereali integrali e legumi. Alimenti che non solo regolano il transito, ma contribuiscono a mantenere in equilibrio la flora batterica, elemento chiave per il benessere generale dell’atleta.

I macronutrienti: carburante per le performance

Alla base della dieta di un calciatore ci sono i tre macronutrienti fondamentali: carboidrati, proteine e grassi. La loro distribuzione varia in base agli impegni settimanali e agli obiettivi fisici individuali.

I carboidrati rappresentano il carburante principale negli sforzi ad alta intensità, perché alimentano le scorte di glicogeno muscolare. Pasta, riso (spesso integrali), cereali e patate vengono modulati nelle quantità e nei tempi di assunzione per garantire energia pronta all’uso senza appesantire.

Le proteine svolgono invece un ruolo centrale nella riparazione e nel mantenimento della massa muscolare, soprattutto dopo allenamenti intensi o partite ravvicinate. Carni bianche, pesce, uova e legumi rientrano tra le scelte più frequenti, sempre secondo le indicazioni dei nutrizionisti che seguono quotidianamente la squadra.

Quanto ai grassi, l’attenzione è rivolta quasi esclusivamente a quelli cosiddetti “buoni”: olio extravergine d’oliva, frutta secca e pesce azzurro contribuiscono all’equilibrio ormonale e supportano la salute articolare, aspetto cruciale in uno sport fatto di scatti, cambi di direzione e contrasti.

Tempistiche di assunzione, digestione e recupero

Nel calcio professionistico anche il timing dei pasti è studiato con precisione. Prima di un allenamento o di una gara si prediligono alimenti facilmente digeribili, ricchi di carboidrati e poveri di grassi, così da evitare rallentamenti digestivi che potrebbero incidere sulla brillantezza atletica.

Dopo lo sforzo, invece, entrano in gioco proteine e carboidrati specifici per favorire il recupero muscolare e il ripristino delle riserve energetiche. Fondamentale è anche l’idratazione, con un’attenzione particolare al reintegro dei sali minerali persi durante la prestazione.

La buona digestione rappresenta il filo conduttore che rende la dieta dei calciatori realmente efficace sul campo, quindi evita gonfiore, cali di energia e di concentrazione e consente di effettuare prestazioni atletiche al top anche per diversi match. Non si tratta solo di sentirsi leggeri, ma di garantire continuità di rendimento nell’arco di una stagione lunga e logorante.

In definitiva, l’alimentazione di un calciatore è un sistema complesso, personalizzato e strettamente coordinato con il carico di lavoro. Per capire cosa c’è davvero nei loro piatti bisogna guardare oltre il singolo alimento: è l’equilibrio tra nutrienti, tempistiche e condizioni fisiche a fare la differenza tra una prestazione ordinaria e una da professionista di alto livello.