Zola e il rapimento mai avvenuto, il racconto di Cattaneo: “La sua gentilezza disarmò Maiello”

Zola e il rapimento mai avvenuto, il racconto di Cattaneo: “La sua gentilezza disarmò Maiello”TUTTOmercatoWEB.com
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di Vittorio Arba
A TMW Radio, Cattaneo racconta Fabrizio Maiello, ex promessa del Milan, e il piano mai realizzato per rapire Gianfranco Zola nel 1994, tra carcere e rinascita.

Una storia incredibile, ai confini tra calcio, cronaca e rinascita personale. A raccontarla ai microfoni di TMW Radio, durante la trasmissione Storie di Calcio condotta da Francesco Tringali, è stato il giornalista Marco Cattaneo, autore del libro “Rapirò Gianfranco Zola: La vera storia di Fabrizio Maiello, il Maradona delle carceri”.

Marco Cattaneo racconta la storia di Fabrizio Maiello

Dal sogno del calcio alla caduta

Al centro del racconto c’è Fabrizio Maiello, ex promessa del calcio cresciuta nel settore giovanile del Milan, la cui carriera si interruppe bruscamente a causa di un grave problema al ginocchio. Da quel momento iniziò per lui una lunga discesa tra droga, criminalità, rapine, carcere e ospedali psichiatrici giudiziari. Fino al progetto più folle: il piano, mai portato a termine, per rapire Gianfranco Zola, allora stella del Parma e futuro simbolo del Cagliari.

"Una storia così andava raccontata per bene"

Cattaneo ha spiegato come sia nata l’idea di raccontare questa vicenda: "Una storia uscita per caso, mi è stato presentato Maiello come un funambolo del pallone. Poi scopro che dietro quell'abilità c'è molto altro. E una storia così andava raccontata per bene - ha ammesso Cattaneo -. Il Maradona delle carceri è il soprannome che gli viene dato nel suo lato B dell'esistenza.

Il talento spezzato di Maiello

Lui è cresciuto con la passione per il calcio, veniva chiamato 'Il brasiliano', giocava nel Monza e stava per andare in Serie A. Lo aveva opzionato il Milan e sembrava avviato a una grande carriera. E' cresciuto però in una famiglia con tanta violenza, il pallone era l'occasione per uscire di casa e non vivere quell'ambiente.

La discesa tra droga e carcere

Ma un dottore spezza il suo sogno, perché gli disse che con quel ginocchio non avrebbe potuto fare una carriera da professionista. Alla fine non aveva un piano B e precipita verso l'abisso più profondo, fatto di droga, eroina e criminalità. E passerà poi la sua vita tra carceri e ospedali psichiatrici".

Il piano per rapire Gianfranco Zola

Il progetto del sequestro nel 1994

Il momento più drammatico della vicenda risale al 1994, quando Maiello venne coinvolto in un piano per sequestrare Zola. Un progetto già organizzato, poi abbandonato proprio nel momento decisivo: "E' il 1994, quando Maiello è già in un ospedale psichiatrico e conosce dei banditi che stanno organizzando un rapimento. Il Parma all'epoca era l'isola felice del calcio italiano. Era uscito per un permesso premio e non tornò poi in manicomio.

Maiello entra nel gruppo

Uno della batteria di questo gruppo che doveva sequestrare Zola perde un componente per un arresto, quindi viene preso Maiello. Il 31 ottobre '94 era il giorno scelto per sequestrare Zola, gli altri già lo avevano pedinato e sapevano come fare. Per fortuna poi quel giorno succede qualcosa di incredibile.

Il momento del ripensamento

Era un fenomeno del nostro calcio Zola all'epoca, era il Maradona italiano. In carcere c'era un poster con Maradona insieme a Zola, Alemao e Careca. E questo è uno dei motivi per cui, quando si trova nell'autogrill con l'arma in tasca pronto a sequestrare Zola, pensa 'Ma che sto facendo? Io che volevo essere come lui lo voglio sequestrare?'. Ed ecco perché rinuncia al folle piano.

L’incontro all’autogrill con Zola

La sua macchina seguiva quella di Zola, che si ferma per fare rifornimento insieme alla moglie, si intrattiene con il benzinaio che lo riconosce, ma per Maiello è un tempo troppo lungo di attesa. E a quel punto si innervosisce. Poi quando si avvicina a Zola, con la pistola dietro la tasca, Gianfranco gli dice 'Salve, anche lei un tifoso? Posso fare qualcosa per lei?', tutta questa gentilezza e sensibilità disarma in tutti i sensi Maiello, che si fa fare un autografo.

La rinascita e l’incontro in Sardegna

Ed è una prima crepa che lo porta a rinascere e a diventare l'uomo che è adesso. Siamo andati in Sardegna con lui, ospiti di Zola e i due si sono confrontati a trent'anni di distanza e gli ha raccontato quel folle piano, che prevedeva un riscatto di 1 mld da consegnare al presidente del Parma Tanzi".

Il nuovo capitolo trent’anni dopo

Una vicenda che, a distanza di trent’anni, ha trovato un nuovo capitolo proprio in Sardegna, con l’incontro tra Maiello e Zola e il racconto diretto di quel piano mai realizzato.