Cagliari, zero tiri in porta e troppi segnali d’allarme: la sosta arriva al momento giusto
Zero tiri in porta. È questo il dato negativo che emerge, oltre alla sconfitta del Cagliari per 1-0 contro il Napoli nel match che ha aperto la 30^ giornata di Serie A all'Unipol Domus. Zero tiri in porta, oltre alla sconfitta: un dato eloquente, ovvero il Cagliari ha giocato una partita di Serie A, una partita casalinga, contro un avversario che, nonostante sia la squadra Campione d'Italia in carica e, al netto degli infortuni, stia avendo una stagione brillantissima, non ha schierato punte di ruolo, scendendo in campo con Sebastiano Esposito, che è tutto fuorché una prima punta, e Michael Folorunsho, che è tutto fuorché un attaccante, che sia prima punta, seconda punta o trequartista, ovvero una mezzala. Chiedetevi se questo è il modo di affrontare una partita di Serie A. Se a questo unite la solita disattenzione sui calci da fermo, che se ne dica, il Cagliari ha problemi sulle palle inattive, che siano problemi di posizionamento, problemi di marcatura o problemi, soprattutto, di concentrazione. Visto che il Cagliari, nelle ultime gare, oltre alla palese inadeguatezza offensiva, ha manifestato seri problemi di concentrazione e di atteggiamento, soprattutto come abbiamo visto a Pisa. E questo non è sintomo di stanchezza o di infortuni, ma proprio di approccio alle gare. Nella ripresa il Cagliari, quando Pisacane si è deciso a schierare gli attaccanti, ovvero dal 65' in poi, con l'ingresso di Kilicsoy e poi dei vari Mendy e Trepy, ha dato quantomeno qualche segnale. Nota di merito per Mendy, che probabilmente è anche più pronto di Trepy per giocare nelle massime serie, nonostante siano un 2007. Quindi il Cagliari esce appunto sconfitto per 1-0 contro un Napoli che praticamente non ha fatto nulla, se non quel gol all'inizio, appunto un regalo del Cagliari, e poi ha controllato, andando vicino al gol in due occasioni a inizio ripresa, con un Caprile che ha salvato la porta rossoblù. Cagliari che esce con un buon secondo tempo a livello di atteggiamento, ma a livello di gioco non ci siamo proprio. Arrivati a questo punto della stagione, benedetta sosta. Benedetta sosta, appunto, per il fatto che ci sarà tempo per recuperare gli infortunati e chissà che questa sosta non aiuti magari a far comprendere che i punti, a questo punto della stagione, devono arrivare contro chiunque e non si devono aspettare le disgrazie altrui, ovvero della Cremonese, vittoriosa a Parma alla prima di Giampaolo, prima del match salvezza che si avrà fra due giornate. Prima la sosta e poi il Sassuolo per i rossoblù, chiamati a ritrovare gol e punti nella fase decisiva della stagione.
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