Zito Luvumbo, da oggetto misterioso a incubo per Rüdiger e Huijsen

Zito Luvumbo, da oggetto misterioso a incubo per Rüdiger e HuijsenTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 16:05I Rossoblù in prestito
di Martina Musu

Zito Luvumbo. Un nome che a gennaio, a Maiorca, avrebbe lasciato tutti perplessi. A febbraio? Mezza isola pronta a bollare l’acquisto come un flop annunciato scrive l’edizione odierna de Diaro de Mallorca.

Ma ad aprile cambia tutto: il suo nome ormai risuona forte, persino a Madrid.

L’esterno angolano è stato la grande sorpresa nella sfida contro il Real Madrid. Una partita da protagonista assoluto, in cui ha mandato in tilt due colossi della difesa come Antonio Rüdiger e Dean Huijsen. Velocità bruciante, coraggio e una personalità fuori scala: non ha segnato né servito assist, ma ha inciso come pochi, trascinando il Mallorca verso tre punti pesantissimi, potenzialmente decisivi per la salvezza a Son Moix.

Il piano perfetto e l’arma Luvumbo

Il copione era chiaro: palla lunga su Vedat Muriqi, dominio fisico e sponde, poi spazio aperto per le accelerazioni di Luvumbo. Il kosovaro ha lavorato lontano da Rüdiger, dominatore nel gioco aereo, cercando invece il duello con un Huijsen in difficoltà e un Trent Alexander-Arnold distratto. Risultato? Duelli vinti a raffica.

E quando la palla finiva tra i piedi dell’angolano, era spettacolo puro: strappi, cambi di direzione e una velocità ingestibile. Rüdiger, uno che di solito mangia gli attaccanti, stavolta ha dovuto inseguire.

Da oggetto misterioso a colpo di mercato

Un acquisto che non convinceva nessuno. Arrivato l’ultimo giorno di mercato come soluzione di ripiego per il ds Pablo Ortells, Luvumbo era stato accolto con scetticismo. I numeri al Cagliari non aiutavano: 12 presenze, appena due da titolare, zero gol e zero assist. Oggi, invece, quei tre milioni per il riscatto sembrano un affare.

La cura Demichelis

Il vero punto di svolta ha un nome e cognome: Martín Demichelis. Con Jagoba Arrasate aveva visto il campo col contagocce, appena 45 minuti. Qualche spezzone anche con Siviero, ma nulla di più. Poi è arrivato Demichelis e la musica è cambiata.

Quattro partite della nuova era, e Luvumbo si è preso la scena. Panchina contro Osasuna, sette minuti contro l’Espanyol… poi la svolta: titolare, decisivo, imprescindibile.

Dal fischio all’ovazione

Il calcio è spietato, ma sa anche cambiare idea in fretta. Luvumbo ne è la prova vivente: da bersaglio delle critiche a idolo del pubblico. Contro il Real Madrid, al momento della sostituzione, lo stadio si è alzato in piedi. Applausi, cori, ovazione