Da Milano: Vicario, Mancini e Palestra, l'Inter vuole rinsaldare l'asse italiano. Ma ci sono due difficoltà
L’identità italiana continua a rappresentare uno dei pilastri dell’Inter, un tratto distintivo che ha accompagnato i successi dell’era Antonio Conte e poi quella di Simone Inzaghi, e che oggi sembra trovare continuità anche con Cristian Chivu in panchina.
Nel cuore della squadra restano centrali profili come Alessandro Bastoni, Federico Dimarco, Nicolò Barella e la novità sempre più convincente di Francesco Pio Esposito, elementi che si integrano con leader internazionali del calibro di Lautaro Martínez, Denzel Dumfries, Manuel Akanji e Hakan Çalhanoğlu.
La strategia del club non punta a rivoluzionare questo impianto, ma piuttosto - riferisce L'Interista - ad arricchirlo con nuovi innesti capaci di aumentare qualità tecnica, leadership e personalità.
In quest’ottica, il mercato estivo potrebbe portare altri profili italiani alla corte nerazzurra.
Tra i pali, il nome che raccoglie più consensi è quello di Guglielmo Vicario, individuato come possibile erede di Yann Sommer a partire dalla prossima stagione.
In difesa resta monitorata con attenzione la situazione di Gianluca Mancini: il centrale della Roma potrebbe diventare una pista concreta qualora il club giallorosso aprisse alla cessione a condizioni economiche considerate sostenibili.
Sulla corsia destra, invece, il profilo che intriga maggiormente è Marco Palestra, esterno di proprietà dell’Atalanta. La trattativa, però, si annuncia complessa: il club bergamasco valuta il giocatore oltre 40 milioni di euro, una richiesta che rende l’operazione difficile e alimenta la possibilità di un futuro all’estero per il giovane azzurro.