Angelozzi: “Bari, vietato mollare. E comunque l’importante è non retrocedere direttamente”

Angelozzi: “Bari, vietato mollare. E comunque l’importante è non retrocedere direttamente”TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 16:00News
di Martina Musu

Ai taccuini de La Gazzetta del Mezzogiorno, Guido Angelozzi, oggi direttore dell’area tecnico-operativa del Cagliari, analizza il momento della Serie B e la corsa salvezza, soffermandosi in particolare sulla situazione del Bari.

Direttore, partiamo dal presente. Domani (oggi, ndr) torna a Bari per festeggiare i 50 anni di cronache del giornalista Michele Salomone. Un piccolo tuffo nel suo passato professionale

«Michele lo conosco dai tempi di Andria, da una vita. Poi, ci siamo ritrovati a Bari dove torno spesso perché sono amico della famiglia Vasile».

«Se cambi vuol dire che qualcosa non va bene. Vogliono dare una scossa mentale, più che tecnica. È solo una questione motivazionale».

A volte cambiare serve. Al Pescara sono bastati tre innesti di esperienza e qualità, Insigne su tutti, per rimontare una situazione che sembrava compromessa sino a due mesi fa.
«A Pescara sono stati bravi. A parte i rinforzi, hanno impostato una nuova mentalità con mister Gorgone. Tecnico bravissimo con cui ho lavorato a Frosinone. Ha dato una mentalità abbinata a innesti di qualità».

Il Bari, invece, ha cambiato tanto con risultati diversi

«Ha cambiato anche tre allenatori. Come feci io l’anno scorso a Frosinone. Può succedere. Nel calcio non c’è mai una regola fissa. Ci sono tante componenti che si creano. Spero che il Bari e Longo riescano a compiere l’impresa».

Una squadra che perde 15 partite e ne pareggia 10 su 32 può realisticamente ambire a vincerne almeno quattro nelle ultime sei per salvarsi?

«Ci si può anche salvare passando dai playout, come due anni fa. Non è facile perché i numeri sono impietosi. Le ultime parole di Longo nel post Carrarese vogliono essere una scossa alla squadra. Un modo per smuovere l’ambiente. Longo sa come portare punti a casa».

Fragorose le recenti cadute contro Pescara e appunto Carrarese. Due suicidi sportivi in piena regola

«Trovare i colpevoli non serve. Devi solo giocarti ogni partita cercando di fare risultato. Ad oggi il Bari è nei playout e può giocarsela con tutti. L’importante è non retrocedere direttamente».

Dodici calciatori tra quelli utilizzati da Longo nelle ultime gare andranno via a fine campionato. Ci può essere un inconsapevole calo di tensione e attenzione per questo

«Non penso. Retrocedere non piace a nessuno. Ti rimane una medaglia negativa sul petto. Ognuno darà il massimo per avere possibilità l’anno prossimo. Un professionista mantiene l’orgoglio, al di là dei contratti. Altrimenti non è degno di indossare la maglia per cui gioca».

Ora, l’ultimo tratto del cammino è in salita. In ordine sparso si sfideranno Venezia e Monza che volano verso la A, Catanzaro, Modena e Avellino in lotta per i playoff. Resta solo lo scontro diretto con l’Entella

«Nel calcio, devi essere sempre fiducioso sperando che accada l’imponderabile. Anche quando non te l’aspetti. L’anno scorso la Reggiana, data per morta, ha vinto le ultime quattro e si è salvata».

«La matematica tiene in vita i biancorossi. Il Bari deve essere bravo a trasformare la speranza in certezza».

«Questo abbasserà la quota salvezza. Per il Bari, il tempo per salvare l’annata c’èa».