Borghi: "Cagliari, contro la Juve vantaggio meritato. Palestra già incisivo a livello di Serie A, Esposito giovane ma ha già buona esperienza"

Borghi: "Cagliari, contro la Juve vantaggio meritato. Palestra già incisivo a livello di Serie A, Esposito giovane ma ha già buona esperienza"TUTTOmercatoWEB.com
Ieri alle 23:15News
di Vittorio Arba

Tramite un video postato sul proprio canale YouTube, il giornalista Stefano Borghi ha analizzato Juventus-Cagliari, match valido per la tredicesima giornata di Serie A, che ha visto i padroni di casa prevalere per 2-1. Di seguito le parole del telecronista Sky Sport, sintetizzate da TuttoCagliari.net: "Juventus-Cagliari, secondo me, è una partita che va sulla stessa falsa riga di Bodo. Da una parte è un buon messaggio per Spalletti, perché arriva un’altra vittoria; dall’altra è la dimostrazione che i miglioramenti in questa squadra ci sono, ma sono lenti. Ancora una volta la Juventus ha approcciato in maniera troppo molle - “molle” è il termine giusto - e lo si vede dal modo in cui prende gol: Kostic si fa mangiare il pallone da quel giocatore sempre più interessante che è Palestra. I due terzini dell’Under 21, Palestra a destra e Bartesaghi a sinistra, mi sembrano davvero futuribili. Palestra ha esuberanza fisica, convinzione, consapevolezza dei propri mezzi e della propria qualità: è già incisivo a livello di Serie A. Lì Kostic pasticcia, Palestra gli piomba addosso e poi è bello anche il gol di Sebastiano Esposito, un ragazzo giovane ma già con un buon bagaglio di esperienza, rimasto a lungo in astinenza da gol e che adesso, una volta sbloccato, segna con continuità. Il Cagliari ha avuto il merito di andare in vantaggio perché ha capitalizzato l’occasione. Prima era stato un guardarsi in faccia: non c’era nulla nella partita nei primi venti minuti, e questo non è un dato positivo per la Juventus. Quel che è positivo, però, è che rispetto a Bodo la Juve ha reagito in tempi ancora più rapidi: ha pareggiato subito e ha fatto un secondo tempo molto offensivo, molto ambizioso. La Juve, infatti, nel secondo tempo ha anche rischiato qualcosa - penso alla puntata di Idrissi o a qualche situazione potenziale del Cagliari - proprio perché portava avanti tantissimi uomini. Il discorso dello sganciamento del centrale esterno, che facevo prima sul gol di Tomori in Milan-Lazio, lo ritrova nell’incursione di Kalulu per la rete del 2-1. La Juventus ha portato avanti Koopmeiners, ha avuto un’occasione importante, addirittura Kelly si è trovato in area avversaria nella ripresa. La Juve ha attaccato con tantissimi uomini, dimostrando che Spalletti intuisce - come sottolineo da settimane - che la zona da riempire meglio è quella subito alle spalle dell’attaccante, la zona del 10, la trequarti interna.

Conceição ha fatto un’altra grandissima partita: non concreta, perché gli manca il gol sia a Bodo che col Cagliari, ma il cambio di passo e le scintille che accende sono irrinunciabili per la Juve. Portando avanti tanti uomini in maniera più armonica, più organizzata, più assimilata dalla squadra, e tenendo Yildiz nella zona interna, la Juventus sta lavorando per risolvere i suoi problemi di gioco. Poi la differenza la fanno i giocatori: Yildiz a Bodo entra e spacca la partita, col Cagliari parte titolare e la decide con una doppietta. Il dibattito ora è: Yildiz deve giocare più largo o più interno? Io dico da sempre che Yildiz ha le caratteristiche del numero 10 moderno: se gioca centralmente ti trova la doppietta, il gol con l’Inter e può avere cifre realizzative molto alte da attaccante vero e top. Se parte dall’esterno ha la capacità di rientrare sul destro e fare il famoso gol alla Del Piero, ma spesso - soprattutto nelle partite di campionato, dove c’è molta densità - rischia di rimanere incastrato. In passato, anche la presenza di Cambiaso in quella zona lo tappava un po’. È vero però che tutto dipende anche dalla mentalità, dal momento psicologico e da come la partita richiede che tu ti muova. A Bodo devasta la partita giocando molto largo, perché la situazione lo richiedeva: avversari compatti, cambio di campo sempre aperto su di lui. In campionato, come contro il Cagliari, dove il campo è ben coperto sia internamente che lateralmente, devi trovare quel guizzo tecnico tra le linee per incidere. Ed è lì che Yildiz fa la differenza. Poi, come ha detto Spalletti, la posizione se la deve trovare lui: fa parte della crescita richiesta a un ragazzo così giovane ma che deve essere decisivo sempre. È lui che deve interpretare la partita, capendo se deve stare più largo o più dentro a seconda dei momenti. L’importante è che abbia condizione fisica, mentale e un contesto di squadra che gli permetta di andare nelle zone giuste e diventare decisivo, come è successo contro il Cagliari".