Buffa: "Da bambino ho sempre sognato di vedere e parlare con Gigi Riva. Abbiamo perso un amico intimo"
Federico Buffa ha parlato del suo legame con Gigi Riva a VareseNoi, ripercorrendo le tappe della sua infanzia, quando da bambino trascorreva le estati sul Lago Maggiore, in particolare a Sangiano. Di seguito alcuni passaggi:
Visto il suo legame con questa terra, che emozione ha provato a realizzare la prima parte del documentario su Rombo di Tuono?
Una emozione incredibile sotto tanti aspetti. In primis perché sono luoghi dei ricordi della mia infanzia: da bambino ho sempre sognato di vedere e parlare con Gigi Riva. Facevo molte volte la spola dalla mia abitazione a casa sua per vederlo sul balcone a fumare la sigaretta. Non sempre ero fortunato e, così, rifacevo il percorso tante volte: non era tanto per la distanza, un chilometro, ma la ripida salita a frapporsi tra me e lui, ma era un sacrificio che facevo volentieri. Entrare in casa sua dopo anni e avere la fortuna di vedere le sue foto storiche, la sua maglia azzurra degli Europei del '68, incontrare la sorella Fausta e raccogliere le testimonianze dirette di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo sono stati per me momenti di grande commozione.
Il suo ricordo di Fausta?
Una grande donna che trasmetteva una serenità e una pacatezza incredibili miste a tanta bontà d’animo. Il suo sguardo ti penetrava con grande sensibilità. È una persona che non dimenticherò mai, come del resto suo marito Paolo e i figli Oscar ed Edis, che mi hanno tanto aiutato al documentario. Posso raccontare un ricordo di Fausta che mi ha raccontato Roberto Boninsegna?
Certo.
Il rapporto tra Gigi e Fausta è sempre stato molto stretto, tra l’amore materno e l'affetto che si prova verso una sorella. Un giorno il "suo Luigi" (così lei chiamava Riva) ebbe una forte discussione con Roberto Boninsegna e lo raccontò proprio alla sorella. Fausta, che si è sempre tenuta lontana da discussioni e discordie, chiamò Boninsegna in albergo chiedendo scusa a nome del fratello. Potete immaginare lo stupore del Bonimba, che subito la rese tranquilla e serena, dicendo che era una normale discussione tra calciatori e che non avrebbe mai rotto l’amicizia con il fratello.
Cosa le ha trasmesso Gigi Riva?
La voglia di combattere e di rialzarsi, il coraggio di non arrendersi. Un calciatore, anzi un uomo che ha subito due infortuni gravi e non ha mollato è un vero esempio. Oltre a questo ci sono la sua discrezione, la serietà, la competenza e la capacità di saper essere mai sopra le righe. Tutto questo è stato ricambiato dall’affetto degli italiani al giorno del suo funerale. È scomparso un amico intimo vicino a tutti noi.
Un suo ultimo ricordo di lui?
Il suo bellissimo gol alla Germania Est, ed il rombo della sua Ferrari Dino color blu targata Cagliari che scorrazzava per le strade del territorio agli inizi degli anni 70 nel periodo estivo: da ragazzino dodicenne, sentendo quel rumore andavo di corsa in strada per vederlo passare da Sangiano.
