Cagliari, Giuseppe Boi: “La prima crisi della stagione è arrivata, ora serve una risposta”

Cagliari, Giuseppe Boi: “La prima crisi della stagione è arrivata, ora serve una risposta”TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 11:15News
di Giorgia Zuddas

Giuseppe Boi analizza il momento negativo del Cagliari dopo le sconfitte contro Monza e Bologna, soffermandosi sulle difficoltà offensive della squadra di Pisacane, sulle scelte tattiche e sulla profondità limitata della rosa. Nel suo commento, il giornalista evidenzia anche il ruolo di Fazzini e la necessità di ritrovare gli equilibri mostrati nella prima parte della stagione.

"INFLUENZA?
Seconda sconfitta consecutiva. Sei gol subiti e zero all’attivo. Sei tiri in porta in 180 minuti, di cui appena uno nell’ultima gara persa con il Bologna alla Domus. Un 2-0 che certifica l’ingresso dei rossoblù nella prima crisi della stagione. Il più volte annunciato calo è arrivato e, più che i tanti punti delle prime 6 gare, sarà proprio questo momento no a dire di che pasta è fatto il Cagliari. Quella con il Bologna è stata una partita brutta e bloccata ma giocata alla pari da entrambe. Nessuna delle due ha brillato e a rompere l’equilibrio sono stati due episodi. Ma sarebbe ingiusto ridurre il ko all’errore in marcatura su Casale e al braccio alto di Rodriguez per il rigore di Berbardeschi. Perché il Bologna non ha rubato nulla. Perché nasconderebbe i segnali emersi dalla prestazione rossobù. Non necessariamente tutti negativi. Come a Monza, il primo tempo con il Bologna non è tutto da buttare. Non ci sono state le occasioni del Brianteo, ma il blocco medio basso e i terzini bloccati hanno dimostrato che la solidità difensiva del Cagliari non è un’illusione. La difesa, al di là degli episodi già citati, è una delle certezze acquisite in questo inizio stagione in cui sono man mano scomparse le altre.

Anzitutto l’efficacia in avanti, venuta meno per scelte tattiche che depotenziano Maldini: bravo quando può svariare in cerca della posizione, meno quando convive con le due punte di ruolo come a Monza o il terzetto offensivo come con il Bologna. Poi la capacità di manovra a centrocampo, svanita da Udine in coincidenza con l’uscita di radar di Fazzini. Una scelta incomprensibile di Pisacane che al 10 toscano preferisce il francese Massolin – da bocciare – e addirittura Gagliardini, chiamato a entrare al posto dell’infortunato Winks. Al di là delle scelte del mister – che ricordano l’autolesionismo già visto con Mazzitelli e, in parte, Luperto – l’ingresso dell’ex Verona, come quelli di Sugawara, degli inconsistenti Fadera, Kevin Carlos e Aurelio confermano che il grande problema del Cagliari è la panchina corta. C'è da sperare che Pisacane rinsavisca su Fazzini e che nessuno dei titolari abbia un’influenza".