Chiariello: "Caprile per me è più forte di Milinkovic Savic

Chiariello: "Caprile per me è più forte di Milinkovic SavicTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 18:30News
di Maria Laura Scifo
Il giornalista di fede napoletana Umberto Chiariello è intervenuto ai microfoni di Radio CRC e si è soffermato sul rammarico da parte degli azzurri per aver lasciato partire Caprile

Il giornalista di fede napoletana Umberto Chiariello è intervenuto ai microfoni di Radio CRC e si è soffermato sul rammarico da parte degli azzurri per aver lasciato partire Caprile. Un tema spesso dibattuto in casa Napoli, soprattutto in momenti come questo in cui si è alla ricerca di un portiere.

Le parole di Chiariello

Queste dunque le parole del giornalista riprese da TuttoNapoli: "Ma Caprile per me è più forte di Milinkovic-Savic. Guardate il campionato che ha fatto Caprile. Guardate quello di Milinkovic-Savic. E Gaetano? 'Ah, non ha mai dimostrato'. Ma perché? Quando ha avuto l'opportunità? Quando l'ha avuta? Anzi, Gaetano, vorrei ricordarvi che un bel po' di scudetto con Spalletti lo dobbiamo proprio a lui, perché quando Gaetano entrò nel finale della partita Napoli-Spezia, che era destinata allo 0-0 e che il Napoli stava giocando malissimo, è Gaetano che sporca la palla che finisce sui piedi di Raspadori, che la butta dentro. Il suo contributo allo scudetto fu determinante. Dicevo: ma una deviazione non fa il giocatore. Sono d'accordo. Ma questo calciatore Gianluca Ancelotti l'aveva visto in quel ruolo di centrale di centrocampo. Alvini, a Cremona, gli aveva consegnato le chiavi del centrocampo. Nel girone di ritorno giocò solo regista vicino a Fagioli e vinsero il campionato con distacco. Ora a Cagliari si è potuto esprimere compiutamente in quello che è il suo vero ruolo oggi naturale, che in Italia ha pochi rivali, e se ne va a dirigere l'Atalanta, che non è affatto una squadra pischellina, al doppio della cifra a cui il Napoli lo ha venduto al Cagliari, pagando poi invece il triplo per uno straniero, che è Gilmour, che a Napoli ha dimostrato veramente poco. Sono scelte oculate o c'è un pregiudizio che i giovani bisogna darli via? Io non credo che sia giusto mandarli via così, anche perché a 22 anni sono formati. Vabbè, le cose vanno così".