Crisi gol per gli attaccanti: il problema non riguarda solo il Cagliari
L'infortunio di Belotti ha complicato in modo piuttosto evidente i piani offensivi del Cagliari. Nonostante, infatti, i rossoblù siano riusciti parzialmente a tamponare, resta però un problema fondamentale: gli attaccanti segnano troppo poco. Questo però è un male che non affligge solo i rossoblù, bensì l'intero campionato di Serie A.
Per questo motivo, il sito ufficiale della Lega ha pubblicato un approfondimento dedicato al tema, cercando anche di arrivare ad una spiegazione plausibile. Questo quanto riferito:
"Una parte della spiegazione risiede nell’evoluzione tattica del nostro calcio: sempre più intensa, sempre più orientata alle transizioni, sempre più avara di spazi negli ultimi 30 metri. Alla prima punta sono richiesti compiti che esulano dalla finalizzazione: pressing sulle prime linee avversarie, duelli spalle alla porta, sponde, manovra e verticalizzazioni.
Intanto, trequartisti ed esterni godono di maggiore libertà: possono inserirsi centralmente da dietro, attaccare l’ampiezza, colpire da zone più dinamiche. Non è raro vedere i giocatori più pericolosi – e quelli che toccano più palloni in area – essere centrocampisti o addirittura difensori (terzini o braccetti) che si sganciano con licenza d’inserimento. Le punte, spesso, devono svuotare l’area per creare varchi, finendo a giocare lontano dalla porta.
Ai centravanti restano palle alte e calci piazzati per lasciare il segno, in un campionato in cui gioco aereo, tiri da fuori e situazioni da fermo pesano sempre di più.
L’ultimo giocatore a vincere la classifica capocannonieri senza essere un centravanti è stato Michel Platini nel 1985, considerando Del Piero e Di Natale alla stregua di autentici attaccanti d’area. Che la storia possa ripetersi quest’anno? La tendenza apre più di un interrogativo: oggi il re dei bomber potrebbe essere diverso dal classico numero 9".