Un mirto con... Antonio Ravot: "Stiamo crocifiggendo Pisacane esattamente come abbiamo fatto con Deiola. Ma il Cagliari si trova nella stessa posizione di classifica che occupava uno e due anni fa a questo punto della stagione..."
L’ex calciatore del Cagliari Antonio Ravot, interpellato da Tuttocagliari.net, difende a spada tratta l’operato di mister Fabio Pisacane e invita i rossoblù a rimboccarsi le maniche in vista dello sprint finale di campionato: “Caprile e compagni devono mettersi in testa che giocheranno otto finali, una più importante dell’altra”.
Antonio, due mesi fa il Cagliari pareva avviato a un finale di stagione sereno e spensierato. Ora, invece, in seguito a un periodo particolarmente negativo si trova impantanato nelle sabbie mobili della zona retrocessione.
“In un torneo lungo come la serie A purtroppo esistono queste fasi. Anzi, direi che sono fisiologiche. C’è stato sicuramente un brusco calo di prestazioni e di risultati, dovuto anche ai numerosi infortuni che si sono susseguiti nel corso dei mesi. Il povero Pisacane si è praticamente ritrovato senza mezza squadra. Noi oggi lo stiamo mettendo in croce, ma io sarei curioso di verificare in che posizione di classifica ci trovavamo gli anni scorsi a questo punto della stagione… Con questo allenatore ci stiamo comportando esattamente come abbiamo fatto con Alessandro Deiola: lo stiamo condannando per via di un rendimento che, a conti fatti, assomiglia molto a quello degli anni scorsi.
Poi penso a Yerry Mina, che deve assolutamente darsi una calmata: se ogni domenica tutti gli avversari si lamentano ci sarà pure un motivo. Lui, da difensore esperto e da leader quale è, dovrebbe essere il primo a dare l’esempio. Detto ciò, con tutti gli infortuni che hanno funestato questa annata è normale che il Cagliari faccia fatica a creare occasioni e a fare gol e risultati. In questo momento dobbiamo tutti stare vicino al mister e alla squadra; poi, a fine maggio, criticheremo liberamente chiunque ci andrà di criticare. Ma ora urge fare quadrato per difendere la categoria. Anche perché il calendario che ci attende è tutt’altro che agevole. Di certo non potremo sbagliare con la Cremonese, nello scontro diretto casalingo che porterà in dote una fetta significativa di salvezza.”
Le critiche mosse a Pisacane riguardano principalmente il (non) gioco espresso nelle ultime settimane - e non solo - dal Cagliari. Non si intravede un barlume di organizzazione e di fosforo in fase di costruzione dell’azione. La manovra collettiva viene sacrificata sull’altare di palle lunghe lanciate lungo le fasce o verso una prima punta che spesso nemmeno è presente. Di questo, forse, anche il mister è parzialmente responsabile, non crede?
“Su questo punto sono d’accordo. Io penso che più frequentemente butti la palla là davanti con lanci lunghi e più velocemente ti ritorna indietro. Una squadra organizzata deve avere un buon possesso palla sia dietro che a centrocampo. Invece noi non siamo bravi a gestire la sfera: abbiamo paura e lanciamo subito lungo per un attaccante che nemmeno abbiamo. Ecco, secondo me ci porteremo queste lacune di gioco da qui fino alla fine del campionato. Tuttavia io dico che alla fine ci salveremo alla grande. Bisognerà però giocare otto finali, una più tosta e più importante dell’altra. Sperando che nessuno si faccia più male.”