Gigi Riva, il ricordo di Riccardo Milani: "Sardegna più vuota senza lui. Oggi spinge il Cagliari da lassù"
In occasione del secondo anniversario dalla scomparsa di Gigi Riva, il regista Riccardo Milani è intervenuto ai microfoni di “Il Cagliari in Diretta” su Radiolina, per commemorare Rombo di Tuono, al quale ha dedicato il docufilm “Nel nostro cielo un rombo di tuono”. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.
Riccardo, oggi è una giornata speciale e dolorosa allo stesso tempo: ricorrono due anni dalla scomparsa di Gigi Riva. Che ricordo hai di quel giorno?
"Oggi è stata una notizia che mi ha colpito pesantemente. Avevo appuntamento con Gigi pochi giorni dopo, come spesso accadeva. Ci vedevamo, passavamo del tempo insieme. Sono venuto tante volte a Cagliari esclusivamente per incontrarlo. Una delle cose che mi manca di più è anche stare in silenzio con lui, perché con Gigi si stava spesso in silenzio. Ma quel silenzio non lo dimenticherò mai: ero accanto al mio mito, al mito di un’intera generazione. L’avevo rincorso per tanti anni e poi, col tempo, siamo diventati anche un po’ amici".
Cosa rappresentava, umanamente, Gigi Riva per te?
"La sua amicizia è una cosa che non smetterò mai di apprezzare. È quello che manca a tutti: incontrarlo per strada, scambiare due parole, una foto, un autografo. C’era chi veniva a Cagliari apposta, prendendo un aereo o un traghetto solo per incontrarlo. Tutto questo oggi ci manca enormemente".
Il tuo film su Gigi Riva ha contribuito a trasmettere la sua figura anche alle nuove generazioni. Era questo l’obiettivo fin dall’inizio?
"Assolutamente sì. Quando gliene parlai per la prima volta, nel 2001, gli dissi che la sua storia era importante perché raccontava valori senza tempo, valori che dovevano essere trasmessi anche ai più giovani. Il fatto che il film sia stato visto anche dai ragazzi, che abbiano percepito di trovarsi davanti a un uomo diverso, speciale, uno di quelli che nascono pochissime volte in un secolo, è una grande soddisfazione".
Che sensazione provi oggi tornando in Sardegna, sapendo che Gigi non c’è più?
"La Sardegna per me è un po’ più vuota. Ogni volta che vengo a Cagliari mi manca quel passaggio obbligato, anche se continuo ad andare a trovarlo a Bonaria. È una sensazione strana: sai che manca qualcosa, ma allo stesso tempo senti che c’è ancora. I valori di Gigi non muoiono mai, perché ha seminato cose importanti, che continuano a vivere".
La storia del Cagliari e della Sardegna è indissolubilmente legata a Gigi Riva?
"Sì, in maniera totale. Hai sempre la sensazione che Gigi sia lì, che spinga la squadra. Anche quando vedi un gol importante, come quello contro la Juventus, sembra quasi che ci sia qualcosa di più. La storia del Cagliari e quella della Sardegna non si possono separare dalla figura di Gigi Riva".
C’è qualcosa che, col senno di poi, avresti voluto raccontare nel film ma che hai deciso di non inserire?
"No. Ho volutamente evitato tutto ciò che riguardava la sua vita privata, perché sapevo quanto Gigi fosse riservato. Non ho mai avuto ripensamenti su questa scelta. Ho rispettato fino in fondo il suo modo di essere".
Il giorno dei funerali di Gigi Riva è stato impressionante per partecipazione e intensità emotiva. Che ricordo ne hai?
"Ho pianto. A Bonaria c’erano decine di migliaia di persone. A un certo punto è calato un silenzio irreale, si sentivano solo le sirene delle navi in lontananza. Quel tramonto, quei momenti, non li dimenticherò mai. Non ricordo altri funerali così intensi, così autentici, con una partecipazione popolare tanto forte".
Ricordi il tuo primo incontro con Gigi Riva?
"Sì, molto bene. Ci incontrammo in un negozio di condizionatori. Lui mi diede l’indirizzo senza spiegarmi nulla. Lì c’era una persona di cui si fidava molto. Poi mi portò in una piccola stanza, con un tavolo e due sedie, e rimanemmo a parlare per ore. Quell’uomo, che solitamente parlava poco, quel giorno mi raccontò molte cose. Io ero emozionatissimo, ma sentivo forte la responsabilità di raccontare una storia unica, irripetibile".
Secondo te esistono altre figure nel calcio paragonabili a Gigi Riva, capaci di ispirare un film simile?
"No, Gigi è unico. Ci sono stati grandi campioni, storie importanti, ma gli elementi che si sono uniti nella sua vicenda sono irripetibili. Ogni volta che ero seduto accanto a lui avevo la sensazione netta di trovarmi davanti a un uomo speciale, uno di quelli che incontri una sola volta nella vita. Nulla potrà essere come Gigi".
Hai progetti futuri in arrivo?
"Sì, sto lavorando al prossimo film, lo sto scrivendo e preparando. Ma voglio dire una cosa: anche l’ultimo film che ho realizzato, legato alla Sardegna, è stato dedicato a Gigi. Lui mi ha trasmesso l’attenzione vera per questa terra, per la sua gente, per la sua storia. È stato un modo per ringraziarlo".