Muzzi a Radiolina: "Contro il Bologna ho visto una squadra che vuole questa salvezza"

Muzzi a Radiolina: "Contro il Bologna ho visto una squadra che vuole questa salvezza"TUTTOmercatoWEB.com
giovedì 18 gennaio 2024, 18:45News
di Maria Laura Scifo

Così ha parlato Roberto Muzzi ai microfoni di Radiolina in occasione della trasmissione "Il Cagliari in diretta": "Vittoria contro il Bologna? Lo spirito della squadra e del Cagliari è combattivo. Ho visto una squadra che vuole questa salvezza. Primavera? Siamo collegati tutti, siamo a stretto contatto con Ranieri e con la squadra. Stiamo facendo un grandissimo lavoro e il nostro lavoro di far crescere i nostri ragazzi. E' un gruppo eccezionale, tutti i ragazzi sono bravi e abbiamo un grande allenatore che sa tenere il gruppo e sta migliorando giorno per giorno. Abbiamo giovani importanti e interessanti per il futuro.

Alcuni di questi ragazzi sono pronti al grande passo, ci vuole pazienza e calma ma hanno la qualità e testa per entrare a far parte della squadra. Pisacane? Quando era collaboratore di Liverani, si vedeva che aveva qualcosa. E' preparato, lo fa con passione. Per me non è stata una sorpresa. Credo possa diventare un ottimo allenatore.

Percorso primavera-prima squadra? Il calcio è cambiato tanto, oggi ci sono più stranieri e la difficoltà è più questa: ci sono rose larghe e il giovane ha più difficoltà ad andare in prima squadra. Ma ogni settimana per gli allenamenti Ranieri ne chiama qualcuno. Li vuole vedere, gli piacciono e li chiama sempre per farli inserire piano piano.

Mazzone? E' simile a mister Ranieri, abbiamo un allenatore che è bravo a far crescere i giovani. Cresceranno nel modo giusto. Mazzone era simile, lo faceva con il giovane e con il grande: ti fa crescere. Riuscirebbe a farsi largo ancora nel mondo del calcio di oggi. 

Muzzi oggi sarebbe titolare fisso in Nazionale? Quando ho esordito e andavo in prima squadra c'erano tantissimi campioni, ma anche la possibilità di andare in prima squadra, potevi crescere e potevi avere pazienza con il giovane. Adesso è una rosa troppo ampia e dobbiamo avere più coraggio nel buttare dentro i giovani. Manca tanto il calcio da strada. Ranieri sta dimostrando di avere molto coraggio, abbiamo visto anche Prati. Punta si giovani e sta a lui quando metterli dentro.

Luvumbo? Come Obert e Desogus sono giovani che si sono affacciati in prima squadra e piano piano hanno aspettato a farli crescere per farli maturare. Piano piano Luvumbo è diventato Luvumbo, Ranieri lo ha fatto crescere.

I ragazzi che hanno personalità e sono maturi li vedi, ma il salto è grande. Il mio esordio in A? Radice mi dice che mi faceva giocare al Flaminio contro l'Inter, m'è preso un colpo. Quando sei giovane entri ed esordisci contro dei campioni, ma giocavo senza pressione. Quella è stata la mia forza e non ho pensato in quel momento dove stavo e contro chi giocavo.

Trasferimento a Cagliari? Ero a Roma, finisce la partita contro il Napoli in cui non feci benissimo ma avevo giocato titolare. Martedì mi chiama Mazzone dentro lo spogliatoio e mi comunica che devo andare a Cagliari perché doveva far stare tranquillo Fonseca. Mi dice, 'ti mando io, non ti preoccupare'. Chiama Cellino e dopo due ore sono andato a Cagliari, che poi mi ero pure infortunato. Mi dava la possibilità di crescere.

Quando sono arrivato Tabarez mi disse che nel momento in cui fossi stato bene, avrei giocato subito. Io ero molto contento, ma bisognava correre. Il numero 11 per me è importantissimo, è stupendo. Avevo chiesto a Gigi il permesso, per me era tutto. Mi faceva dare il massimo perché volevo portarlo in alto. Lo aveva indossato Gigi Riva ed è giusto rispettare quel numero e farlo ricordare. Per me ogni gol era una cosa pazzesca per l'amore che mi davano i tifosi. Sentivo un amore forte verso di me e ancora non avevo dato niente. Ero in dovere di far gioire questa gente. Il tifoso del Cagliari dà amore e affetto a qualsiasi giocatore che viene, lo fanno con tutti. Lo abbiamo visto con Petagna: c'è stato subito amore e poi ha fatto gol e c'è ancora più amore.

Ho sempre detto che volevo tornare a Cagliari e ringrazio Giulini per questo. Devo tanto a questa gente e a questa società che mi ha fatto diventare uomo.

Frosinone-Cagliari? Credo che sia una partita difficilissima, ma sono molto fiducioso nel Cagliari. Ha una mentalità giusta, gioca tutte le partite per vincere fino al 95' e può mettere in difficoltà qualsiasi avversario. In trasferta? Per qualche partita siamo anche stati sfortunati per episodi. In casa è un altro pubblico, ti trascina.