Nazionale, Chiellini: "Mancare tre Mondiali è qualcosa che sento ancora sulle spalle"

Nazionale, Chiellini: "Mancare tre Mondiali è qualcosa che sento ancora sulle spalle"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 11:15News
di Giorgia Zuddas
Giorgio Chiellini, intervenuto al Festival della Serie A, ha parlato del momento del calcio italiano, dei giovani talenti e delle difficoltà della Nazionale, soffermandosi anche sul trionfo a Euro 2020 e sull'esperienza vissuta accanto a Ronaldo.

Giorgio Chiellini, attuale Director of Football Strategy della Juventus, è intervenuto al Festival della Serie A in corso a Parma, soffermandosi sullo stato di salute del calcio italiano e sul percorso di crescita dei giovani talenti. Nel corso del suo intervento, l'ex difensore azzurro ha ricordato il successo dell'Italia Under 19 e affrontato il tema delle mancate qualificazioni ai recenti Mondiali. Di seguito un estratto delle sue parole, raccolte dalla redazione di TMW.

Il ruolo dei vivai e la crescita dei giovani

"Tanti hanno fatto una buona carriera, l’allenatore era il grande Berrettini, una figura storica per le selezioni giovanili. Ieri abbiamo visto l’Under 17 in finale, è dimostrazione della bontà del lavoro. È chiaro che un pezzo ci manca: non nascondiamoci, mancare tre Mondiali di fila è un peso duro da sopportare, due di questi tre ce li ho ancora sulle spalle e me li sento nel profondo. C’è da recuperare un’identità smarrita, ma non è ancora tutto da buttare: il talento c’è, va coltivato meglio e credo che si debba tornare alle origini. Come Serie A abbiamo una responsabilità e una forza che altri non hanno. Si è toccato il fondo, speriamo di averlo toccato e di non poter andare ancora più in basso: c’è una volontà di un progetto condiviso, ci sono persone che hanno voglia di un percorso comune. Serve un progetto serio per cambiare marcia, senza nascondersi dietro al fatto che sia tutto bello".

Nel 2021, da capitano della Nazionale, hai alzato il trofeo degli Europei insieme a Bonucci vicecapitano

“Io venivo da un infortunio importante, se si fosse giocato nel 2020 non avrei giocato l’Europeo. Quel gruppo lì è andato avanti anche senza di me e Leo è stata una persona con cui ho condiviso tanto anche alla Juventus. Credo sia importante condividere i successi, ho ricevuto questo insegnamento da capitani che mi hanno mostrato come guidare un gruppo. Se l’è meritato lui, ma ce lo siamo meritati un po’ tutti”.

Nella Finalissima marcasti Messi...

“Quella partita è stata un po’ particolare, la mia ultima nel calcio europeo. Ho un ricordo bello nonostante la sconfitta, è stata la chiusura della mia carriera. Con Messi sono stato abbastanza fortunato, nel fatto che non ha segnato, ma anche sfortunato visto che abbiamo purtroppo perso una finale”.

Cosa ha significato giocare con Cristiano Ronaldo?

“È stata una fortuna giocarci insieme, per una persona curiosa come me riuscire a viverlo nel quotidiano e nei dettagli della preparazione quotidiana è una cosa unica, che non percepisci da avversario”