Pastore: "Riva, la morte quasi un dettaglio: la leggenda e le sue gesta continueranno ad essere tramandate"

Pastore: "Riva, la morte quasi un dettaglio: la leggenda e le sue gesta continueranno ad essere tramandate"TUTTOmercatoWEB.com
martedì 23 gennaio 2024, 21:45News
di Vittorio Arba

Il giornalista Giuseppe Pastore, durante il format "Fontana di Trevi" su Cronache Di Spogliatoio, ha omaggiato la figura di Gigi Riva. Le sue parole, riprese da TuttoCagliari.net: “Se n'è andato il più grande cannoniere della storia della nazionale italiana, nemmeno raggiunto negli ultimi cinquant'anni ma nemmeno avvicinato da nessun attaccante: 35 gol e non solo, perché i numeri non bastano a raccontare la grandezza di questo gigante della storia dello sport italiano, che ha portato uno scudetto leggendario in un posto in cui nessuno aveva mai nemmeno pensato di costruire alcunché. Perché il Cagliari e la città di Cagliari del ‘70 è un posto estremamente diverso da quello attuale e qualunque racconto sullo scudetto del Cagliari inizia da Riva che arriva con l'aereo. Quest’aereo è un po’ traballante da Milano a Cagliari e appena arrivato, Riva dice ‘ma qui sembra di essere in Africa’. Sembra una frase insultante, in effetti lo è, ma la dice Gigi Riva quando atterra insieme a sua sorella Fausta.
Lui, orfano di padre e madre all'arrivo a Cagliari, nutre il desiderio di fuggire, di ritrattare la promessa iniziale. Sogna di trasferirsi al Bologna, squadra molto forte all’epoca. Tuttavia, il destino ha altri piani per lui. Rimane, viene promosso in Serie A con il Cagliari e, nonostante il desiderio di cambiare aria, decide di rimanere ancora.
La sua permanenza si rivela una scelta sagace e determinante. Il Cagliari, si salva non una, ma più volte, costruendo gradualmente una squadra leggendaria. Fondamentale è la figura del direttore sportivo, Andrea Arrica, un personaggio che consiglio vivamente ai più giovani di esplorare. Le gesta di Arrica sembrano provenire direttamente da una sceneggiatura ispirata, ma la sua presenza nella storia del Cagliari è pura realtà.


Con il passare del tempo, arrivano i fenomeni, giocatori straordinari che solleveranno il Cagliari di Manlio Scopigno al culmine della gloria. Nel 1970, con il numero 11 di Riva al centro della scena, il Cagliari conquista lo scudetto. Il club, ambizioso, aveva l'obiettivo di vincere tre scudetti consecutivi, compresi quelli degli anni precedenti (1969) e successivi (1971), e Riva è stato il fulcro di questa epopea.
Il Cagliari e Gigi Riva incarnano la forza di volontà, la dedizione e il successo contro le avversità. La storia di Riva e del Cagliari del '70 è un capitolo indimenticabile nella storia del calcio italiano, un racconto di determinazione e trionfo che continua a ispirare gli amanti del calcio di ogni generazione. Nell’ottobre del 70 si spezza una gamba, gli spezzano una gamba in Nazionale contro l'Austria e di fatto la storia ad altissimi livelli del Cagliari, che sta facendo la Coppa dei Campioni, chissà come sarebbe andata con Riva, finisce lì. Riva ha segnato un gol in Italia-Germania 4-3 e se ne va due settimane dopo un altro protagonista di quella partita, ovvero Franz Beckenbauer. E’stato un eroe greco, perché al di là dello scudetto, ha sempre rifiutato le offerte dell'Inter, che negli anni ’60 era di fatto una proprietaria occulta del Cagliari, perché le raffinerie, il rapporto stretto tra Moratti padre e la Sardegna era molto stretto e quindi molte volte si facevano affari anche convenienti per i nerazzurri e tante volte il Cagliari avrebbe accettato di vendere Riva all'Inter. Ma Riva non è mai voluto tornare in Lombardia e nemmeno andare nella Juve che l'ha cercato per tante volte. E’ rimasto lì a viverci insieme ad altri compagni di squadra. Se ne va un personaggio leggendario, uno dei calciatori più forti, ma soprattutto uno degli uomini più grandi della storia del calcio italiano. Che poi sia morto è quasi un dettaglio, perchè quelli come Riva non muoiono mai davvero, poi Cagliari continuerà a tramandare le sue gesta, come ormai fanno da cinquant'anni, di padre in figlio".