Petruzzi: "Mazzone per me è stato tutto. Zeman? Come lui ce ne sono stati pochi"

Petruzzi: "Mazzone per me è stato tutto. Zeman? Come lui ce ne sono stati pochi"TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 27 dicembre 2023, 14:45News
di Paola Pascalis

L'ex difensore della Roma Fabio Petruzzi ha parlato dei suoi ricordi con Carlo Mazzone e Zdenek Zeman a TMW Radio: "Il ricordo più bello a Roma?
Il 3-0 nel derby con Mazzone, quando il mister andò sotto la Curva. La Lazio era fortissima. Era una Roma tale e quale il suo allenatore, che durante la settimana fu sbeffeggiata sui giornali in un confronto con la Lazio. E il mister ce lo ricordò. Fu un derby senza storia. Mazzone per me è stato tutto. Sono arrivato a Roma dopo un anno dove ho avuto diversi problemi fisici, sono andato avanti grazie a un lavoro fisico importante che mi ha rimesso in piedi. Mazzone mi metteva soggezione, temevo inizialmente questo rapporto. Nel ritiro temevo davvero di non essere all'altezza. Quando fai la preparazione e ti senti a pezzi non è bello. Io arrivavo col gruppo dei portieri, il mister però mi spronava. Poi tornammo a Roma, facemmo un'amichevole estiva col Valencia e Pruzzo mi annunciò che mi voleva vedere. Caddì durante il pre-partita e mi si gonfiò la caviglia, ma il medico Alicicco mi disse di stringere i denti. Mazzone mi distrusse a parole per quell'episodio, ma alla fine quando durante l'anno si fece male Annoni mi fece giocare. E da quel momento è nato un rapporto incredibile. Mi disse che se mi dava quella maglia è perché la meritavo. Mi ha tirato fuori quello che nessuno è riuscito a fare. Anno dopo anno è cresciuta la stima, tanto che mi ha cercato a Brescia e a Bologna e non ho potuto dire di no. Pensavo di chiudere la carriera a Roma, ma non è stato così. A Brescia addirittura mi avevano prospettato una carriera in società ma ho rifiutato per seguirlo a Bologna. Era uno che ti tirava fuori tutto, davvero".

"Zeman? Pronti-via anche con lui è stato un rapporto particolare - ha proseguito Petruzzi - Venivamo da un anno brutto con Bianchi, molti di noi non rientravano nei suoi piani, tra cui io. Facemmo la preparazione a Trigoria ma dopo il ritiro venni riaggregato subito. Come lui calcisticamente parlando ce ne sono stati pochi. E' uno che martella. Feci l'anno dopo la preparazione, furono 20 giorni difficilissimi ma insegna calcio. Si creavano tante azioni da gol, subivi anche ma il suo gioco era questo".