Robert Acquafresca e il legame con Cagliari: "Qui ho sempre pensato di voler passare la mia vita"
Ci sono legami che resistono al tempo e che, anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, continuano a rappresentare una parte fondamentale della propria vita. Per Robert Acquafresca, quello con Cagliari è uno di questi. Un rapporto nato nel 2007, quando l'attaccante torinese ha vestito per la prima volta la maglia rossoblù, e diventato negli anni una scelta di vita, oltre che un ricordo indelebile della carriera.
Oggi Acquafresca vive il Cagliari da una prospettiva diversa. Non più da protagonista sul terreno di gioco, ma da formatore all'interno del Settore Giovanile, dove mette la propria esperienza al servizio dei giovani attaccanti. Un nuovo percorso nel quale ritrova la passione di sempre e la possibilità di trasmettere ai ragazzi quei valori che lo hanno accompagnato durante la carriera.
È proprio in un'intervista a Domus Rossoblù, il magazine ufficiale del Cagliari Calcio, che l'ex attaccante ha raccontato il suo rapporto con l'Isola, il nuovo incarico e le ambizioni legate alla crescita dei giovani rossoblù.
DUE ESPERIENZE, TANTE EMOZIONI
Il percorso professionale di Acquafresca è legato soprattutto a due realtà: Cagliari e Bologna. Due esperienze differenti, entrambe decisive per la sua crescita personale e calcistica.
«Sono state le stagioni più belle, anche se con i felsinei ho giocato il doppio degli anni. Due esperienze diverse, ma che mi hanno fatto diventare quello che sono oggi».
Il bilancio è fatto di soddisfazioni, ricordi e qualche rimpianto, legato soprattutto al tempo trascorso in Sardegna.
«Dispiace solo non aver avuto più tempo a disposizione con la maglia del Cagliari».
Una nostalgia che si accompagna a un legame mai interrotto con la città e con il Club, rimasto un punto di riferimento anche dopo la fine della carriera da calciatore.
CAGLIARI, UNA SCELTA DI VITA
Se il calcio ha fatto incontrare Acquafresca e la Sardegna, è stata la qualità della vita a trasformare quel primo incontro in una scelta destinata a durare. Per l'ex attaccante, il sole, il mare e le persone sono elementi che rendono Cagliari un luogo speciale.
«Il sole, il mare, la gente. È stata una scelta facile. Qui ho conosciuto mia moglie e sin da quando ero giocatore ho sempre pensato di voler passare la mia vita sull'Isola e col tempo quest'idea si è rafforzata».
Un legame costruito attraverso gli affetti, la quotidianità e il piacere di vivere in una città che, per Acquafresca, offre qualcosa di speciale. Non soltanto il paesaggio, ma un modo diverso di vivere il tempo e le relazioni.
«Poter fare una pausa pranzo al Poetto piuttosto che nel grigio della metropoli è affascinante».
Una dimensione che l'ex attaccante considera un privilegio e che vorrebbe condividere anche con la propria famiglia.
«Il livello della vita qui è alto e mi piacerebbe un giorno portare anche il mio papà».
IL NUOVO CAPITOLO NEL SETTORE GIOVANILE
Il rapporto con il Cagliari non si è mai esaurito. Anche negli anni successivi alla carriera professionistica, Acquafresca ha continuato a frequentare l'ambiente rossoblù, seguendo da vicino il percorso del figlio nel Settore Giovanile. Oggi questa vicinanza si è trasformata in un impegno concreto: aiutare i giovani calciatori a crescere, mettendo a disposizione l'esperienza maturata in tanti anni di calcio.
Un compito che va oltre gli aspetti tecnici e che richiede attenzione soprattutto alla dimensione umana. Secondo Acquafresca, i ragazzi di oggi devono imparare a gestire le pressioni e le distrazioni, trovando il giusto equilibrio tra i risultati positivi e i momenti più difficili.
«Questi giovani sono diversi da come eravamo noi. La tecnologia ha portato tante distrazioni e figure come insegnanti, mister e genitori devono insegnar loro l'equilibrio. A non esaltarsi quando le cose vanno bene e a non abbattersi quando vanno male. Poi tocca a loro reagire di conseguenza».
L'equilibrio diventa così uno degli elementi fondamentali del percorso di formazione: imparare a gestire i successi, affrontare le difficoltà e trovare dentro di sé le risorse per ripartire.
Acquafresca vuole essere una figura capace di accompagnare i ragazzi senza creare distanze, facendo leva anche sulla propria storia personale.
«Io ero un ragazzo come loro, pieno di sogni e ambizioni che ce l'ha fatta. Quindi vorrei che questi ragazzi non mi vedessero solo come un mister, ma come uno di loro, che li accompagna in questo percorso. L'obiettivo del Club è anche questo, portarli più in alto possibile».
È questa la filosofia che accompagna il suo nuovo incarico: condividere esperienze, offrire strumenti e aiutare ogni ragazzo a individuare la propria strada.
