Sabatini: "Palestra ha letteralmente massacrato Kostic, nel primo tempo ha giocato da solo. Gattuso deve chiamarlo per i playoff"

Sabatini: "Palestra ha letteralmente massacrato Kostic, nel primo tempo ha giocato da solo. Gattuso deve chiamarlo per i playoff"TUTTOmercatoWEB.com
Ieri alle 23:45News
di Vittorio Arba

Tramite un video postato sul proprio canale YouTube, il giornalista Sandro Sabatini ha analizzato Juventus-Cagliari, match valido per la tredicesima giornata di Serie A, che ha visto i padroni di casa prevalere per 2-1. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: "C’è solo Yildiz per la Juventus. E ci sarà solo Yildiz nelle prossime partite: questo è il responso consegnato alla squadra di Spalletti, che nel frattempo festeggia la prima vittoria allo Stadium della sua carriera sulla panchina bianconera. Una vittoria sofferta, meritata, ma pur sempre sofferta contro il Cagliari. La sensazione è la stessa vista in Champions in Norvegia contro il Bodo/Glimt: quando il giovane turco decide di fare il fenomeno che promette di essere, tutto diventa più facile. Il gioco diventa più scorrevole, ci sono anche momenti di spettacolo. Sembra quasi che la Juventus stia preparando un albero di Natale, ma le palline colorate le mette solo Yildiz, non gli altri. E ci sarà solo Yildiz nelle prossime sfide, che non sono banali: la Juventus resta attaccata al gruppo che comprende anche il Como, un gruppo che lotta sì per lo scudetto come ambizione massima, ma più realisticamente per i quattro posti Champions. Le prossime tre giornate saranno fondamentali: trasferta a Napoli, trasferta a Bologna e poi la Roma in casa prima di Natale. Come sta la Juventus? Rispondere dopo la partita di Cagliari non è facile per un motivo evidente: anche senza segnare, Dusan Vlahović garantisce una partecipazione totale alla squadra, superiore a quella di Jonathan David e anche di Openda, entrato negli ultimi sei minuti – pochi, ma sufficienti per far arrabbiare Spalletti. Vlahović si è infortunato: problema muscolare, e la smorfia all’uscita dal campo non lasciava presagire nulla di buono. Le prime indiscrezioni dicono che non tornerà in tre settimane: se ne riparlerà nel 2026. E così la Juventus resta totalmente sulle spalle di Kenan Yildiz, un giocatore meraviglioso quando è in giornata. Solo una settimana fa, dopo Fiorentina-Juve, ci si interrogava non sul valore – talento purissimo, indiscutibile – ma sulla continuità. Forse stimolato dalla panchina nel primo tempo di Champions a Bodo, Yildiz ha risposto alla grande, zittendo i dubbi sulla sua alternanza di rendimento, giustificata comunque dalla giovane età. È un grande giocatore in una Juve che grande non è. Passando ai singoli: Perin si è preso la titolarità, al di là della gastroenterite che ha debilitato Di Gregorio. Penso – con rispetto per Di Gregorio – che oggi Perin sia ritenuto più affidabile da compagni, allenatore e tifosi.

Kalulu offre la solita prestazione da 6,5. Gatti alterna buoni momenti alle solite sbavature da cui non riesce a liberarsi. Koopmeiners, da braccetto di sinistra, è una soluzione che può far felice Spalletti e i tifosi: utile dietro, propositivo quando serve alzarsi a centrocampo. La mediana: McKennie solito tuttofare, prestazione accettabile. Locatelli in crescita, bravo nella gestione di un pallone finale non banale. Thuram opaco, ancora nel suo momento più buio. La luce si accende quando entra Miretti negli ultimi venti minuti: porta qualità, geometria, freschezza e intelligenza tattica non scontata per la sua età. Kostic è stato un caso: nel primo tempo Palestra lo ha letteralmente massacrato. Palestra, giovane del Cagliari ma di proprietà Atalanta, Gattuso dovrebbe convocarlo al più presto: è dirompente, furioso nelle avanzate, e nel primo tempo ha giocato praticamente da solo contro la Juventus, propiziando anche il gol di Esposito. Conceição a destra garantisce il solito contributo, vivace, fastidioso per gli avversari. Non si può dire lo stesso di David, entrato senza incisività: né lui né Openda valgono Vlahović e possono rendere solo in contesti più semplici rispetto alla Juventus attuale. Su Yildiz ho già detto tutto. Per il resto c’è poco da aggiungere: questa è una squadra che non ha ricevuto nulla dal mercato. È, di fatto, la Juventus dell’anno scorso, già problematica nonostante le centinaia di milioni spesi. Manca un uomo a destra (Joao Mario non gioca mai), mancano alternative credibili a Vlahović (né David né Openda danno garanzie). A sinistra almeno è stato recuperato Kostic, mandato via solo un anno fa. La Juventus avrebbe bisogno di razionalizzare le necessità del mercato di gennaio. La lotta Champions – lasciando perdere lo scudetto, oggi improbabile – passerà anche da lì: decidere se essere estemporanei e provvisori, come il contratto breve di Spalletti, oppure fare scelte serie e investire per migliorare una squadra che, da due anni, non è stata affatto migliorata da chi ha fatto il mercato".