A Pisa sconfitta sanguinosa, ma il Cagliari soffre e lotta col carattere del suo allenatore. Tra crociati e stop muscolari è ecatombe infortuni: la salvezza sarebbe un mezzo miracolo sportivo

A Pisa sconfitta sanguinosa, ma il Cagliari soffre e lotta col carattere del suo allenatore. Tra crociati e stop muscolari è ecatombe infortuni: la salvezza sarebbe un mezzo miracolo sportivo
Oggi alle 00:45Il punto
di Sergio Demuru
Sergio Demuru - Corrispondente da Cagliari di Tuttosport dal 2007, al seguito del Cagliari Calcio dal 1997 avendo collaborato con altre testate quali Il Giornale di Sardegna e Sardegna 24.

di Sergio Demuru

La stagione in corso, per il Cagliari, resterà scolpita nella memoria dei tifosi come l'anno del "passaggio di consegne" e della resilienza. Dopo l'annata con mister Davide Nicola e conclusasi con una risicata salvezza, la società ha fatto una scelta di cuore e coraggio, affidando la panchina a Fabio Pisacane. L’ex difensore, già condottiero della Primavera, ha portato in prima squadra il suo spirito guerriero, lo stesso che lo ha reso un idolo della curva rossoblù da giocatore. Tuttavia, il suo debutto in Serie A si è trasformato in una vera e propria corsa a ostacoli, non per demeriti propri, ma per una serie di infortuni che definire "ecatombe" non è esagerato.

Il tecnico ha impostato un Cagliari moderno, spesso messo sul terreno di gioco con un 3-5-2 dinamico, che cerca di valorizzare la corsa sulle fasce e la solidità difensiva. Nonostante le difficoltà della classifica (che vede la compagine cagliaritana attualmente in quindicesima posizione con 30 punti dopo 29 giornate), la squadra ha sempre mostrato un'identità precisa, fatta salva la gara in casa del Pisa: aggressività, pressione alta e un senso di appartenenza che solo un tecnico che ha vestito quella maglia può trasmettere. Ma il "laboratorio" di Pisacane ha dovuto fare i conti con un'infermeria costantemente affollata.

La sfortuna ha iniziato a colpire duro già a settembre, quando il colpo di mercato estivo, Andrea Belotti, ha riportato la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. Una botta durissima: Belotti era l'uomo scelto per dare esperienza e gol pesanti alla manovra della propria formazione. Pisacane aveva trovato la quadra con la coppia Belotti-Seba Esposito, ma ha dovuto ridisegnare tutto l'attacco puntando sulla crescita di Borrelli e del giovane talento turco Semih Kılıçsoy. Come se non bastasse, la maledizione dei crociati non si è fermata.

Proprio nella settimana post-Como (l’11 marzo), è arrivata la notizia dello shock per Riyad Idrissi: anche per lui lesione del legamento crociato e stagione finita. Un'assenza pesante sulla fascia, che ha tolto a Pisacane una pedina fondamentale per le rotazioni e per la spinta offensiva. A questi si aggiunge anche Mattia Felici, altro elemento che ha visto la propria stagione troncata dallo stesso identico contrattempo. Oltre ai “lungodegenti”, il Cagliari sta affrontando una serie di stop muscolari che impediscono al tecnico di schierare la stessa formazione per due partite consecutive.

A cominciare da Yerry Mina: il leader della difesa sta combattendo con problemi cronici che ne limitano l'impiego, costringendo Pisacane a lanciare giovani come Juan Rodriguez in contesti caldissimi. Mina, tanto per gradire, è dovuto uscire nella disfatta di Pisa dopo i primi quarantacinque minuti proprio per il riacutizzarsi dei fastidi muscolari. Per proseguire con Luca Mazzitelli, fermo da qualche settimana per una distrazione al soleo, la sua assenza a centrocampo toglie ordine e tempi di gioco alla manovra. Per finire con Gianluca Gaetano, il quale aveva trovato una sua collocazione da play-maker basso, fondamentale per collegare i reparti. Il fantasista napoletano è spesso ai box per noie agli adduttori, privando la squadra di quella qualità necessarie negli ultimi 20 metri.

Nonostante le assenze di Belotti, Idrissi, Felici e i continui stop di Deiola e Borrelli, Pisacane non ha mai cercato alibi. Il tecnico napoletano ha saputo attingere a piene mani dal settore giovanile, che conosceva bene, valorizzando profili come Liteta e chiedendo sacrifici extra a veterani come Dossena.

Il Cagliari oggi è una squadra che "soffre e lotta", rispecchiando perfettamente il carattere del suo allenatore. La salvezza, obiettivo primario di questa stagione di transizione, passa per la capacità del gruppo di compattarsi proprio nel momento di massima emergenza. Il Cagliari di Pisacane è una scommessa vinta sul piano dell'atteggiamento, ma messa a dura prova dalla sorte. Se il tecnico riuscirà a traghettare la nave in porto nonostante questa catena infinita di infortuni e la sconfitta sanguinosa di Pisa, la sua prima stagione in Serie A potrà essere considerata un mezzo miracolo sportivo.

La Sardegna calcistica spinge i suoi ragazzi, consapevole che, con Pisacane in panchina, la bandiera non verrà mai ammainata senza aver prima dato tutto sul campo.