Teotino: "Riva un calciatore unico nella storia del calcio italiano"
Il giornalista Gianfranco Teotino, intervenuto a Sky Sport, ha commentato la notizia della morte di Gigi Riva. Di seguito quanto sintetizzato da TuttoCagliari: "Il soprannome Rombo di Tuono era per la potenza e la velocità perché partiva come un lampo e scaricava come un tuono, facendo un grande rombo: così Gianni Brera, nella sua immaginifica scrittura, lo aveva ribattezzato. Partiva e scaricava il suo sinistro ed erano sempre palloni ad una velocità straordinaria che a volte bucavano le mani del portiere. Questo era il calciatore, un calciatore unico nella storia del calcio italiano, con una potenza straordinaria in un'epoca in cui gli atleti non avevano quella muscolatura che hanno oggi. Riva era anche longilineo e la potenza che aveva era anche nella testa perché, oltre che un calciatore straordinario è stato anche un uomo straordinario che ha vissuto un'epoca pazzesca e ha dovuto combattere tutta la vita per tante cose e ha sempre mantenuto un'integrità morale unica. Ancora oggi il migliore marcatore della Nazionale con 35 reti, un numero pazzesco che nessuno è riuscito a raggiungere, nonostante le nazionali giochino di più. Il suo resta un record unico, realizzato in un'epoca unica. In Nazionale nel 2006 è stato un punto di riferimento per tanti giocatori, anche campioni importanti come Buffon e Cannavaro, che vedevano in lui una roccia a cui aggrapparsi.
Pensare a un uomo così che diventa un punto di riferimento per tutti, con quello che aveva passato nella sua infanzia e la battaglia contro la depressione, è una cosa straordinaria: un approdo morale. Riva è un eroe a Cagliari, dove ha portato uno scudetto, una delle imprese più sensazionali della storia del calcio italiano: il Cagliari era Gigi Riva. Non era solo lui, ma era soprattutto lui. Era una squadra straordinaria, con un allenatore particolare che viveva dei tempi molto particolari, molto diversi dai nostri. Io voglio raccontarvi un aneddoto: la storia della vigilia di una partita, l'anno dello scudetto, con Scopigno che alle 23 fa il giro delle stanze per vedere se ci sono i giocatori e ad un certo punto entra nella stanza di Riva, dove trova un'aria di fumo e Riva, Albertosi, Greatti e Gori al tavolo che giocano a poker con una bottiglia di whisky e dei bicchieri sul tavolo e, dopo essersi messo una mano in tasca chiede 'Disturbo se fumo?'. Il giorno dopo il Cagliari vinse la partita, oggi questa cosa non sarebbe stata possibile. Riva è sempre stato un fumatore, eppure ha giocato a calcio a livelli pazzeschi".
