Vittorio Sanna: "Cagliari, parlare già di futuro dopo la salvezza è un errore: contro il Milan per i 43 punti"
Tramite un video postato sul proprio canale YouTube, il giornalista Vittorio Sanna ha fatto il punto della situazione in casa Cagliari, con i rossoblù reduci dal successo sul Torino, valso la salvezza e che domenica faranno visita al Milan nell'ultimo impegno di campionato. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.
Sanna sulla mentalità del Cagliari dopo la salvezza
"Dopo i 40 punti si è iniziato a parlare di futuro"
"Come potete in qualche modo verificare di persona, quel che è successo dopo aver ottenuto la vittoria nella partita scorsa contro il Torino e aver raggiunto i 40 punti, la matematica salvezza, si è iniziato a parlare di futuro, non si è pensato di avere un'altra partita. E questo lo dico perché, secondo me, è lo specchio del fatto che tutti quanti, anche quelli che si lamentano di quello che è successo nell'ultimo ventennio, dove raramente abbiamo dovuto pensare a qualcosa di diverso dalla salvezza, comunque fa parte ormai del nostro modo di pensare, della nostra cultura.
"Non abbiamo l'ambizione di pensare che dopo la partita ci sono altri tre punti"
Non abbiamo l'ambizione di pensare che dopo la partita ci sono altri tre punti. Si deve tentare sempre di andare al di là dell'obiettivo. Tutti appagati, abbiamo cominciato a parlare del futuro dell'allenatore, del futuro dei giocatori. Addirittura qualche giocatore ha già salutato e si parla già di un altro anno di Giulini e poi di un altro anno di gestione. Cioè, è finito il campionato nel momento in cui abbiamo ottenuto la matematica salvezza.
"La mentalità vincente non è questa"
Ecco, il modus di pensare, lo stile di chi vince, non è questo. La mentalità vincente non è questa: è quella di continuare a pensare ai punti che ci sono al di là degli obiettivi. Ne ho raggiunto uno, bene, me ne pongo un altro: quello di vincere domenica e di riuscire a ottenere 43 punti. È questa la mentalità vincente, è questo che manca, è questo che dobbiamo prima di tutto cambiare, perché al di là di quello che dichiariamo, poi alla fine un po' tutti siamo caduti nella trappola e abbiamo iniziato a parlare di futuro semplicemente dopo aver ottenuto la salvezza, senza pensare a niente di diverso.
L’obiettivo dei 43 punti contro il Milan
Il niente di diverso non è chiaramente un altro obiettivo grandissimo, ma è vincere la propria partita, la prossima partita. Cioè, deve essere questa la mentalità di chi non si pone obiettivi, di chi vuole andare al di là dell'obiettivo, perché comunque sia andare tre metri più avanti rispetto all'obiettivo è comunque un obiettivo, è comunque un tentativo, è comunque un modo di pensare, è comunque la voglia di non fermarsi mai di fronte alla possibilità di crescere.
"La cultura del lavoro è giorno dopo giorno"
Perché se vuoi arrivare ad un altro obiettivo devi iniziare a fare qualche passo in più, step by step, passo passo dopo passo, e quindi la mentalità dovrebbe essere quella. Intanto quest'anno conquisto 43 punti, l'anno prossimo ne conquisto 46, l'altro ancora 49, magari mi ritrovo a giocare per un posto in Europa. Ma non puoi pensare di farlo automaticamente da un anno all'altro. La cultura del lavoro non è questa. La cultura del lavoro è quella di pensare che, giorno dopo giorno, nel tuo percorso ottieni qualcosa di più.
"Puntiamo all'ultima partita come ad un obiettivo"
Ecco, cominciamo a pensare diversamente, evitiamo di parlare già di futuro dopo aver ottenuto la salvezza e puntiamo all'ultima partita come ad un obiettivo: l'obiettivo di fare il primo passo verso una crescita e verso nuovi obiettivi".
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