Vittorio Sanna: "Centrocampo da sistemare, ma il Cagliari ha valide alternative"
Il giornalista Vittorio Sanna, attraverso il suo ultimo video pubblicato su YouTube, ha analizzato l’attuale momento del Cagliari e il lavoro svolto da Fabio Pisacane. Di seguito un estratto del suo intervento sintetizzato da TuttoCagliari.net:
"Dalla partita contro il Saint-Étienne emerge già un’accettazione dell’idea tecnica proposta. (...) Poi, al di là della squadra che ha tentato di fare un presidio alto, di attaccare immediatamente il pallone e di giocare dal basso, restano i problemi dei singoli reparti. E, com’è giusto per una squadra che deve puntare sulla crescita dei propri calciatori, non si può ragionare solo in termini di sostituzioni, come farebbe chi ha risorse da spendere senza troppi pensieri. Bisogna lavorare per migliorare. Il centrocampo è certamente il reparto che ha bisogno di maggiori aggiustamenti. Se in difesa, infatti, con l’innesto di Mina e Luperto, si è visto un assetto solido che può rappresentare la guida della squadra anche per il futuro, e se Piccoli è ancora il punto di riferimento dell’attacco, supportato da due esterni vivaci e con alternative pronte a subentrare, il centrocampo resta il punto più delicato.
Ma non dobbiamo dimenticare che, in panchina e in tribuna, ci sono giocatori pronti a integrare il reparto: da Folorunsho a Mazzitelli. E non possiamo scordare Gaetano sulla trequarti, ancora infortunato, o Zortea, che non è ancora partito. Insomma, se guardiamo a questo Cagliari e a ciò che è stato fatto, considerando anche le integrazioni previste in settimana – si spera anche quella di Esposito – ci rendiamo conto che potremmo davvero essere all’inizio di un’epoca diversa. Anche le mosse della società sono completamente diverse. Chiaramente, ci mettiamo le mani avanti per evitare di pestarci il muso, ma se non dovesse partire un pezzo forte – e la nostra paura, in tal senso, è certamente Roberto Piccoli – tutti gli altri, a mio parere, sono giocatori che al momento possono essere sostituiti. La linea è quella degli acquisti: non più attendere prima di incassare per poi spendere, come si è fatto in passato. Ora si fanno investimenti con una logica: se hai preso un calciatore, è perché pensi di poterlo valorizzare e, un domani, venderlo meglio di quanto l’hai pagato".
