Alessandro Frau: "Cagliari, i tuoi problemi non sono legati a un singolo reparto: si difende e si attacca in undici. Anche se là davanti manca qualcosa. Col Sassuolo sarà fondamentale non concedere la profondità e sfruttare le ripartenze"
Alessandro Frau, ex calciatore della Roma e della Torres, ai microfoni di Tuttocagliari.net esorta il Cagliari di Fabio Pisacane a “tornare a giocare da squadra: è l’unico modo per uscire dalla crisi. Anche perché i rossoblù non dispongono di un deus ex machina in grado di trascinarli e di fargli vincere le partite attraverso una giocata estemporanea”.
Alessandro, che fine ha fatto il Cagliari sbarazzino e - a tratti - arrembante ammirato nelle prime giornate di campionato?
“In questo momento l’undici di Pisacane non sta affatto giocando bene. Credo sia un problema - anche - di testa: grazie alle vittorie contro Juventus, Fiorentina e Verona i sardi sembravano essersi definitivamente lasciati alle spalle le paturnie della lotta salvezza. Fino a fine gennaio tutto pareva filare liscio. Poi la sconfitta subita contro la Roma all’Olimpico ha inaugurato l’inversione del trend. Da allora Caprile e compagni hanno collezionato parecchi ko, e adesso rialzare la testa è tutt’altro che facile. Dovrà essere molto bravo Pisacane a tenere tutti sulle spine per far rendere la squadra al cento per cento delle proprie potenzialità.”
A suo giudizio qual è il vero, profondo problema del Cagliari? Oggi come oggi non sembra funzionare niente: dalla difesa all’attacco, passando per un centrocampo sfilacciato e privo di fosforo.
“Non si tratta solo di un problema di difesa o di attacco. Non ragionerei per compartimenti stagni: si attacca e si difende in undici, tutti insieme. Certamente il Cagliari in fase offensiva ha qualche limite: manca uno stoccatore che finalizzi le - poche - occasioni che la squadra riesce a creare. In più spesso al primo tiro in porta subìto gli isolani prendono gol. Io credo che in questo momento così difficile debbano tornare a giocare da squadra: corti, compatti ed equilibrati. Nel Cagliari purtroppo non c’è un singolo, un fuoriclasse in grado di sparigliare le carte del match con una giocata.”
Quali sono le sue sensazioni in vista di Sassuolo-Cagliari, in programma sabato 4 aprile al Mapei Stadium?
“I rossoblù incontreranno una delle compagini più in forma della serie A. I neroverdi giocano molto bene e soprattutto là davanti dispongono di elementi di classe superiore, a partire ovviamente da Domenico Berardi. Però spesso concedono qualcosa dalla cintola in giù: ecco, sulle ripartenze veloci il Cagliari può costruire il suo piano gara. Io fossi in Pisacane direi alla squadra di restare unita e compatta dietro la linea della palla, un po’ come ha fatto a Firenze, per poi colpire il Sassuolo di rimessa negli spazi. D’altra parte non si può assolutamente lasciare campo libero ai loro attaccanti, perché i vari Pinamonti, Berardi e Laurienté sanno attaccare benissimo la profondità e arrivare con pochi passaggi al tiro in porta.”