Cagliari-Juventus 1-1 (16 novembre 1969), un duello d'alta quota che profuma di scudetto
Cagliari-Juventus, si sa, non è mai stata una partita come le altre. Nell’autunno del 1969, però, quella sfida assunse un valore ancora più speciale. Era il 16 novembre e all’Amsicora andava in scena il grande duello tra la capolista di Scopigno e una Juventus in cerca di riscatto sotto la nuova guida tecnica di Ercole Rabitti, subentrato a stagione in corso.
Il Cagliari, carico e consapevole della propria forza, scese in campo con la formazione tipo: Albertosi tra i pali, davanti a lui l’ossatura granitica formata da Martiradonna, Zignoli, Cera, Niccolai e Tomasini. In mezzo e in avanti, il talento e la fantasia di Domenghini, Nenè, Gori, Greatti e il mito Gigi Riva. La Juventus, invece, priva dell’attesissimo Anastasi, presentò Tancredi in porta e una squadra votata alla prudenza, decisa a strappare almeno un punto dalla tana del Cagliari capolista.
La prima frazione fu un crescendo rossoblù. Riva martellava la retroguardia bianconera, Nenè ispirava, e Tancredi diventava presto il protagonista del pomeriggio con interventi decisivi che mantennero il risultato inchiodato su uno 0-0 stretto per quanto prodotto dagli uomini di Scopigno.
Nella ripresa l’Amsicora esplose: al 47’, su un’azione ben orchestrata, fu Domenghini a trovare il varco giusto per battere Tancredi. Un gol che caricò ulteriormente i rossoblù, mentre la Juventus, ferita nell’orgoglio, iniziò a spingere con più decisione.
Il Cagliari controllò a lungo, sfiorando anche il raddoppio, ma all’89’ la beffa: da un calcio d’angolo bianconero spuntò la giovane promessa Antonello Cuccureddu, algherese, al debutto in maglia juventina. Il suo destro potente non lasciò scampo ad Albertosi, congelando il risultato sull’1-1 e ammutolendo, per un istante, l’Amsicora.
Quel pareggio rallentò la corsa degli uomini di Scopigno, che nelle tre gare successive raccolsero un solo successo. Ma fu solo una breve flessione: il Cagliari avrebbe presto ripreso la propria marcia trionfale verso lo storico Scudetto del 1970.
Una partita intensa, vibrante, che rimane uno dei capitoli più emozionanti della cavalcata rossoblù verso la leggenda.