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Un mirto con... Mario Brugnera: "Col Como avremmo meritato il pareggio: l'1-1 sarebbe stato giustissimo. Poi davanti a un gol come quello di Da Cunha puoi solo toglierti il cappello. A Pisa sarà fondamentale raccogliere almeno un punto"

Un mirto con... Mario Brugnera: "Col Como avremmo meritato il pareggio: l'1-1 sarebbe stato giustissimo. Poi davanti a un gol come quello di Da Cunha puoi solo toglierti il cappello. A Pisa sarà fondamentale raccogliere almeno un punto"
Oggi alle 01:09Un mirto con...
di Matteo Bordiga

Tutti sull’attenti e con le orecchie spalancate: parla la Storia.

Mario Brugnera incarna esemplarmente il concetto di “leggenda immortale” dello sport sardo. Anima e leader trainante dei quattro mori isolani per la bellezza di quattordici anni, jolly universale capace di ricoprire - con l’incedere dell’età - i ruoli più svariati (da trequartista a libero), ha legato a doppio filo il suo destino a quello del Cagliari e di Cagliari, città così profondamente diversa dalla sua Venezia ma che l’ha avvinto in un abbraccio materno, dal quale prima il ragazzo e poi l’uomo Mario non si è mai voluto smarcare.

In campo invece sapeva smarcarsi eccome. Di più: regalava ai suoi tifosi gemme luccicanti di puro talento e di tecnica distillata. A ottant’anni appena compiuti, oggi Brugnera continua a seguire il Cagliari con viscerale passione e con un entusiasmo ancora bambino.

Mario, cosa le ha lasciato la sfida di sabato scorso tra il Cagliari e il Como?  

“Un senso di frustrazione. Avremmo senz’altro meritato un pareggio che, in fin dei conti, sarebbe stato giustissimo. Poi va detto che se trovi sulla tua strada un avversario che indovina una giocata come quella del 2-1 di Da Cunha puoi solo toglierti il cappello e applaudire. Il centrocampista lariano ha esploso una cannonata d’esterno di quelle che non vedevo da tanto, tanto tempo su un campo di calcio. In più nei minuti finali il portiere lombardo ha compiuto un mezzo miracolo per negare il 2-2 ad Adopo. Però il Cagliari c’è, e per conto mio sta facendo un ottimo campionato. Tra l’altro sabato ci mancavano sei o sette titolarissimi, a cui poi si è aggiunto lo sfortunato Idrissi. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che siamo scesi in campo un tantino preoccupati e timorosi, però ricordiamoci quello che quest’estate ha speso il Como e quello che ha speso il Cagliari. L’undici di Fabregas oggigiorno è una grande squadra, e come tale va affrontato. Ora la nostra priorità dovrà essere una sola: recuperare i lungodegenti. In primis Alessandro Deiola, che è un tuttofare prezioso in ogni zona del campo.”

Che Cagliari si aspetta di vedere domenica in casa di un Pisa ormai virtualmente retrocesso?

“Noi dobbiamo andare lì con l’obiettivo di vincere, ma tenendo bene a mente che la cosa più importante è non perdere. In questo momento della stagione è fondamentale mettere fieno in cascina e muovere la classifica, se necessario anche con un punticino stiracchiato.”