Diego Lopez: "Pisacane ha dimostrato quanto vale, si è meritato questa occasione"
L'ex capitano e allenatore del Cagliari Diego Lopez, in attesa di una nuova squadra dopo l'ultima esperienza con il River Plate, è stato intervistato da L'Unione Sarda.
Diego Lopez promuove Pisacane: "Si è meritato questa occasione"
Su Pisacane: "Che giocatore era Fabio? Un difensore centrale tutto d'un pezzo, mi ci rivedevo molto. Non era alto, quando saltava, però, la prendeva quasi sempre lui. Non si arrendeva mai, poi. Al mio arrivo si sentiva in discussione perché lo aveva portato Rastelli, magari era convinto di dover andar via. Ma io fui da subito chiaro, gli dissi di pensare solo ad allenarsi bene. Non a caso, è stato sempre in campo nelle partite più importanti. Che effetto mi fa rivederlo oggi allenatore del Cagliari? Mi ha fatto piacere intanto perché è stato un mio giocatore. Ci sentiamo spesso via messaggio. Ha dimostrato di poter allenare ad alti livelli e si è meritato sul campo la chance che gli è stata data".
Abbiamo fatto lo stesso percorso dalla Primavera alla Prima Squadra? Il salto di categoria è complicato, la Serie A è un altro sport. Se conosci già l'ambiente, sei leggermente agevolato. Gli ex compagni poi devono essere bravi loro a metterti nelle condizioni migliori, come lo sono stati i miei con me. Devono capire che un allenatore deve prendere delle decisioni. Per puntare su un tecnico giovane e inesperto serve più coraggio o più follia da parte di un presidente? Entrambe le cose. Cellino aveva fiducia in me come allenatore più di quanta ne avessi io ai tempi. E anche Giulini, mi sembra di aver capito, ha visto in Fabio qualcosa che lui stesso non aveva ancora realizzato. Un presidente deve capire prima, guardare avanti, ed entrambi hanno avuto molto coraggio e un po' di follia nel sceglierci".
Il giudizio sul Cagliari della scorsa stagione
Sul Cagliari Pisacane: "Che cosa mi è piaciuto del Cagliari di Pisacane? A posteriori può sembrare anche scontato, ma fare un campionato con una squadra così giovane salvandosi con una giornata d'anticipo e 43 punti non lo è affatto. Quanto è complicato gestire i giovani? Paradossalmente, sono più importanti i compagni grandi che li accompagnano. Perché i giovani devono giocare e pensare a farlo bene, i grandi oltre a giocare bene loro devono far giocar bene i giovani».
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