Pavoletti: "A Cagliari nove anni di emozioni, questa maglia è mia per sempre e il mio futuro è qui"
Leonardo Pavoletti, ex capitano e simbolo del Cagliari, ha ripercorso alcune tappe della sua carriera e parlato del proprio futuro in un'intervista concessa a La Nuova Sardegna, soffermandosi sul legame con il club rossoblù e sulla nuova fase della sua vita.
Pavoletti racconta il suo legame con il Cagliari
Il primo pensiero è andato all'estate vissuta per la prima volta senza prendere parte a un ritiro precampionato. «Prima estate senza ritiro precampionato? È tutto molto strano – dice–. I compagni del Cagliari però mi hanno fatto sentire ancora uno di loro. Il giorno del raduno sono venuti sotto casa e mi hanno fatto scendere per bere una birra e brindare alla nuova stagione. Sono fiducioso. Se arriveranno i rinforzi chiesti da Pisacane si può essere ottimisti, considerando anche che Fabio avrà l’esperienza accumulata all’esordio in panchina in serie A».
L'attaccante guarda anche oltre il campo. «A Cagliari sto bene. Con mia moglie Elisa Aliotta siamo arrivati che eravamo giovani. Abbiamo avuto tre figli: Giorgio, Brando e qualche giorno fa Emma Luna, e qui ci siamo sposati. A breve mi iscriverò al corso per direttore sportivo, una carriera che penso sia adatta al mio carattere e alle mie conoscenze del mondo del calcio».
Tra i ricordi più intensi resta il saluto ricevuto dai tifosi dopo la conquista della salvezza. «Una bella festa con la salvezza alla fine di Cagliari-Torino. Mi hanno dato un microfono e ho salutato lo stadio con tanta emozione. L’ultima delle tante vissute con questa maglia che sento appiccicata come una seconda pelle».
Il futuro e i ricordi dell'ex capitano rossoblù
Pavoletti ha poi ripensato alle ultime stagioni, segnate dai continui problemi al ginocchio e da appena tre reti realizzate. «Due importanti. A Verona, senza Piccoli e Mina, abbiamo vinto e preso tre punti decisivi. In questo campionato l’ultima rete. Abbiamo perso, ma fare gol al Pisa, conoscendo la rivalità che esiste con la mia Livorno, è sempre bello. Quasi come avessi assolto a una missione da allora ho ricominciato a zoppicare e non sono più riuscito ad allenarmi».
L'ex centravanti rossoblù ha infine parlato delle proprie condizioni fisiche e dell'ultimo intervento chirurgico. «Mi premeva camminare normalmente. Ora le cose vanno bene. Non so se potrò giocare di nuovo ma quello che conta è non avere problemi nella vita di tutti i giorni».
