ESCLUSIVA TC - ENRICO VARRIALE: "La promozione in A del Cagliari è l'ennesimo miracolo di un tecnico straordinario come Ranieri. È presto per giudicare il mercato dei rossoblù: gran parte delle trattative si chiuderanno negli ultimi giorni"

ESCLUSIVA TC - ENRICO VARRIALE: "La promozione in A del Cagliari è l'ennesimo miracolo di un tecnico straordinario come Ranieri. È presto per giudicare il mercato dei rossoblù: gran parte delle trattative si chiuderanno negli ultimi giorni"TUTTOmercatoWEB.com
martedì 8 agosto 2023, 14:41Primo piano
di Matteo Bordiga

Cagliari in serie A grazie all’ennesimo miracolo del Re Mida Claudio Ranieri, con la prospettiva di salvarsi in maniera tranquilla ma anche con la possibilità, nel lungo periodo, di attestarsi su posizioni di classifica più lusinghiere. Sempre senza fare voli pindarici. Troppo presto, invece, per valutare la campagna acquisti: occorrerà attendere la chiusura del calciomercato per formulare un giudizio lucido e definitivo sull’operato della società.

Questi, in pillole, i punti salienti della testimonianza di Enrico Varriale - noto giornalista e volto televisivo - interrogato sulla promozione dei rossoblù e sulle prospettive della compagine isolana in vista della stagione ormai alle porte.

Enrico, è opinione praticamente unanime che la svolta della stagione rossoblù in cadetteria sia arrivata con l’ingaggio di Claudio Ranieri, che ha progressivamente rimesso in carreggiata la squadra e creato attorno ai giocatori l’ambiente giusto per tentare un’impresa che pareva fantascientifica. Lei condivide questa analisi?

“Indubbiamente. Quando Ranieri è arrivato era difficile perfino pronosticare l’accesso del Cagliari ai playoff. Lui non solo ha centrato l’obiettivo minimo, ma ha compiuto un’impresa straordinaria traghettando la squadra in serie A. E nonostante la doppia sfida col Bari a un certo punto sembrasse appannaggio dei pugliesi il tecnico romano, grazie alla sua saggezza tattica e alla sua capacità di tenere unito il gruppo, alla fine è riuscito a spuntarla: l’ennesimo capolavoro della memorabile carriera di un uomo che sa di calcio come pochi altri.”

Come possiamo analizzare le due gare coi biancorossi, così tese, emozionanti e soprattutto così diverse tra loro? All’andata la formazione di Mignani si è fatta nettamente preferire, e avrebbe potuto vincere con ampio scarto. Al ritorno invece il Cagliari ha imposto il proprio gioco fin dal primo minuto, legittimando il successo nonostante il gol di Pavoletti sia arrivato a fil di sirena.

“Io credo che la doppia finale playoff tra Cagliari e Bari sia un po’ il manifesto di quanto conti l’aspetto psicologico nel calcio. A Cagliari i pugliesi si sono presentati in forma e in fiducia, sulla scorta del bel gioco mostrato e degli ottimi risultati conseguiti durante tutto il campionato, e hanno effettivamente sfornato una prestazione straordinaria. Avrebbero senz’altro meritato di vincere: gli è mancata giusto un po’ di precisione sotto porta. Nel match del San Nicola, invece, hanno accusato la classica sindrome del ‘braccino’, tipica delle squadre giovani che non sono abituate a lottare per certi traguardi. Dall’altra parte la grande esperienza del Cagliari - e soprattutto di Ranieri - nel preparare e nell’affrontare determinate partite ha fatto la differenza. Non a caso il gol decisivo l’ha segnato un giocatore, come Pavoletti, che ha calcato a lungo il palcoscenico della serie A e che, nei momenti topici, raramente sbaglia davanti al portiere.”

Che voto si può dare, allo stato attuale, al calciomercato del Cagliari? Sono stati rafforzati finora soprattutto il centrocampo e l’attacco, mentre Ranieri invoca a gran voce almeno un centrale difensivo d’esperienza.

“Per esprimere un giudizio credo si debba giocoforza attendere la chiusura della campagna di acquisti e cessioni. Anche perché questo è un calciomercato particolare, nel quale la maggior parte degli affari si concluderà proprio negli ultimi giorni. Fino a oggi hanno dettato legge le squadre con le maggiori possibilità finanziarie: mi riferisco agli arabi e non solo. Da adesso in poi invece ci sarà più spazio anche per gli scambi e per la definizione delle altre trattative, che contribuiranno a dare una fisionomia più chiara alle venti squadre che si affronteranno in serie A. Personalmente non sono d’accordo sul fatto che il mercato debba proseguire anche dopo il via ufficiale al campionato: è una battaglia che conduco da tempo. Credo che la campagna acquisti e cessioni dovrebbe concludersi contestualmente all’inizio della stagione, anche se questo creerebbe dei problemi stanti i calendari differenti dei vari campionati europei: la Premier League, ad esempio, comincia tra pochi giorni, a differenza della serie A.”

In attesa di conoscere la rosa definitiva dei rossoblù, quali potrebbero essere le loro prospettive nella categoria regina da qui a qualche anno?

“Intanto direi che l’acquisto di Shomurodov è stato particolarmente importante. Si tratta di un giocatore esperto, che finora ha reso un po’ al di sotto delle proprie potenzialità. Con Ranieri, tuttavia, potrebbe vivere una seconda giovinezza. Pesa e non poco l’infortunio di Rog, davvero uno dei calciatori più sfortunati che mi sia capitato di vedere negli ultimi tempi. Poi bisogna capire come si inseriranno i vari giovani su cui ha puntato la dirigenza cagliaritana.

C’è comunque una garanzia assoluta che si chiama Claudio Ranieri: non c’è dubbio che il tecnico romano imbastirà una squadra equilibrata e competitiva. L’obiettivo a breve termine credo sia la salvezza; quello che eventualmente verrà in più sarà tanto di guadagnato. Per ambire a posizioni più prestigiose ci vorrà tempo, anche per una piazza importante come quella di Cagliari. Le formazioni che si attestano dalla decima posizione in giù, infatti, nelle ultime stagioni si sono rafforzate sia tecnicamente che mentalmente. Credo che l’esempio da seguire per tutti sia quello del Sassuolo, che tutti gli anni preserva la serie A riuscendo anche a togliersi delle belle soddisfazioni. Ma la parabola dei neroverdi dimostra pure quanto sia difficile fare lo step successivo, ovvero puntare continuativamente a un piazzamento nelle coppe europee.

Sicuramente già collocarsi in coda alla parte sinistra della classifica o in testa a quella di destra, nel breve-medio periodo, sarebbe un risultato importante per la società rossoblù.”