ESCLUSIVA TC - GIGI PIRAS: "Abbiamo impostato una partita prettamente difensiva. Ma è dura trovare il gol solo grazie a qualche contropiede. Il Frosinone era alla nostra portata. La sfida al Toro? Anche col Bologna sembravamo spacciati..."

ESCLUSIVA TC - GIGI PIRAS: "Abbiamo impostato una partita prettamente difensiva. Ma è dura trovare il gol solo grazie a qualche contropiede. Il Frosinone era alla nostra portata. La sfida al Toro? Anche col Bologna sembravamo spacciati..."TUTTOmercatoWEB.com
domenica 21 gennaio 2024, 18:16Primo piano
di Matteo Bordiga

Non è stato un bel vedere neanche per Gigi Piras. L’ex storico bomber del Cagliari ha assistito in tv alla sfida tra Frosinone e Cagliari. Pure lui, come qualsiasi tifoso rossoblù, al termine dei novanta minuti dello “Stirpe” non pare troppo soddisfatto.

Gigi, che riflessioni si possono fare a caldo, a poche ore dallo scontro salvezza coi ciociari?

“Abbiamo impostato una partita prettamente difensiva. Abbiamo tirato fuori la grinta non appena siamo andati in svantaggio: lì, sul 2-1 per il Frosinone, la squadra mi è piaciuta. Il portiere laziale è stato costretto a sfoderare due grandi parate in pochi minuti.

Forse, però, sarebbe stato meglio alzare il baricentro e giocarcela più apertamente prima di subire il loro secondo gol. Non ci si può sempre difendere a oltranza e poi sperare di trovare lo spunto vincente in contropiede. Soprattutto contro formazioni, come il Frosinone, assolutamente alla nostra portata. Avrei capito se avessimo approcciato in questo modo una gara contro la Juventus, il Milan o l’Inter. Ma in casa dei ciociari potevamo osare di più. Anche perché, a dirla tutta, nel primo tempo la squadra di Di Francesco mi era parsa in grande affanno ogni volta che ripartivamo e attaccavamo con più uomini.

Dopo aver segnato la rete dell’1-1 loro hanno giocato più liberi mentalmente, e hanno trovato il vantaggio con un’autentica prodezza di Soulè su punizione: quelli sono i numeri tipici dei fuoriclasse. Poi siamo venuti fuori noi, e per poco non abbiamo riacciuffato la partita con le occasioni di Dossena e Pavoletti. Il 3-1 non fa granché testo: eravamo sbilanciati e ci hanno colpito in contropiede.”

L’atteggiamento del Cagliari, soprattutto dopo la rete di Sulemana, è parso imperdonabilmente remissivo. Una mentalità così rinunciataria è imputabile anche allo stesso Ranieri – all’imprinting tattico e psicologico che ha dato alla squadra – o è frutto della paura e dell’insicurezza generalizzata che paralizzano i rossoblù in trasferta?

“Non so precisamente da cosa dipenda. Difficile dirlo. Di sicuro a livello tattico l’impostazione era di carattere spiccatamente difensivo. Zappa è stato dirottato a sinistra apposta per marcare Soulè, ad esempio. Poi alla fine ci è girata male, quindi magari i nostri giudizi sono influenzati dal risultato. Però abbiamo indiscutibilmente dimostrato che siamo andati lì più per non prendere gol che per cercare di vincere.”

Le numerose assenze in attacco – da Luvumbo a Shomurodov a Oristanio – possono essere un valido alibi o, anche senza questi giocatori, si sarebbe potuto fare di più allo “Stirpe”?

“Luvumbo è fuori per la Coppa d’Africa, Oristanio dovrà stare ancora per un po’ ai box a causa dell’infortunio subito a Lecce. Inutile tirare in ballo gli assenti, bisogna parlare di chi ha giocato. Chiaramente la velocità di queste due seconde punte al Cagliari serve eccome. In ogni caso, oggi a mio parere abbiamo disputato un bel primo tempo, arrivando sempre primi sulla palla e imbastendo dei contropiedi pericolosi e bene orchestrati. Però, alla fine, quando perdi non hai mai ragione.”

Cercando di voltare pagina dopo l’ennesima delusione fuori casa, ora occorre concentrarsi sul Torino. Venerdì all’Unipol Domus sarà una partita decisamente tosta, contro una squadra in lizza per un posto in Europa.

“Del resto di partite semplici in serie A non ce ne sono per definizione. Pensiamo all’Empoli, che ha fatto tre gol al Monza. Tra l’altro i toscani hanno preso il tecnico in assoluto migliore, a mio avviso, per una compagine che si deve salvare. Nicola è un martello pneumatico, tiene sempre tutti sul pezzo e non molla di un centimetro. Adesso anche l’Empoli è risalito in classifica, tanto che si trova ad appena due punti da noi. E ci tocca recitare il mea culpa: se avessimo vinto col Frosinone avremmo superato diverse squadre e avremmo scavato un solco significativo tra noi e la zona retrocessione.”

Come si affronta il Toro di Juric, formazione che coniuga una grande aggressività con una discreta tecnica di base e con un buon impianto di gioco?

“Il Toro gioca uomo contro uomo, e ha numerosi interpreti di spessore. Ha Buongiorno, che a mio avviso è destinato a diventare il futuro stopper della Nazionale; ha Zapata, centravanti di talento e d’esperienza. Però c’è da dire che anche contro il Bologna la missione sembrava proibitiva, alla luce dei valori in campo. Poi con la grinta e con la determinazione siamo riusciti a sovvertire il pronostico. Il nostro vero problema è che non riusciamo mai a fare punti fuori casa. Questo è un grave handicap.”

Gigi, lei ha parlato di grinta, di carattere e di determinazione per colmare il gap tecnico con gli avversari. Non servirebbe però, in serie A, anche un po’ di organizzazione di gioco per venire fuori da situazioni intricate come quella di oggi a Frosinone?

“Certo che servirebbe. Del resto, il Cagliari è tra le ultime squadre in serie A per percentuale di possesso palla. D’altro canto, a parziale scusante quest’anno abbiamo avuto tante defezioni. E, stanti tutte le premesse, in fondo è un mezzo miracolo se oggi ci troviamo nella posizione di classifica che occupiamo. Se ci pensiamo, con una vittoria allo ‘Stirpe’ avremmo avvicinato il dodicesimo-tredicesimo posto. Tutto sommato, a mio parere bisogna essere fiduciosi. Anche perché teniamo tutti alla salvezza del Cagliari: la serie A è un patrimonio inestimabile per la Sardegna.”