ESCLUSIVA TC - MARCO BALLOTTA: "Cagliari troppo incostante: deve trovare un canovaccio chiaro, una strategia che possa portarlo a ottenere risultati con continuità. Non si può sempre vincere al 96'. Lotta scudetto? Vedo l'Inter favorita"

ESCLUSIVA TC - MARCO BALLOTTA: "Cagliari troppo incostante: deve trovare un canovaccio chiaro, una strategia che possa portarlo a ottenere risultati con continuità. Non si può sempre vincere al 96'. Lotta scudetto? Vedo l'Inter favorita"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
martedì 30 gennaio 2024, 18:47Primo piano
di Matteo Bordiga

Portiere concreto e molto affidabile, rifuggiva gli orpelli e i ghirigori stilistici, anteponendo sempre l’efficacia alla spettacolarità. E, nonostante ciò, era dotato di un colpo di reni formidabile ed era capace di interventi ad altissimo coefficiente di difficoltà, anche da distanza ravvicinata.

Protagonista di una carriera straordinariamente longeva e decorata, Marco Ballotta si è affermato tanto in provincia (a Modena, a Reggio Emilia, a Treviso) quanto vestendo casacche blasonate e altisonanti (Lazio, Inter, Parma). Ha compiuto una parabola dorata e invidiabile, passando dai campetti polverosi della C1 ai lustrini e alle paillettes della Champions League.

Poi per anni, dopo aver appeso i guantoni al chiodo, ha continuato a coltivare il suo amore per il calcio sbucciandosi le ginocchia nelle serie dilettantistiche, questa volta come attaccante. Tutt’oggi segue con grande attenzione le vicende della serie A. E si tiene aggiornatissimo sugli sviluppi delle varie competizioni europee. Non c’è niente da fare: il pallone è una “passionaccia” difficile da riporre nel cassetto a languire per dedicarsi ad altro…

Marco, come vede la lotta per lo scudetto? C’è una favorita tra Inter e Juventus e, a tal proposito, come finirà lo scontro diretto in programma domenica a San Siro?

“Intanto direi che la corsa scudetto è circoscritta a due squadre. Di conseguenza la sfida di domenica determinerà senz’altro qualcosa, in tutti i casi. Se la Juve non dovesse perdere rimarrebbe attaccata al treno nerazzurro, con la possibilità di giocarsela da qui alla fine del campionato. Se i bianconeri vincessero appaierebbero i rivali, mentre in caso di successo interista gli uomini di Inzaghi abbozzerebbero una ‘mini-fuga’, costringendo la Juve a un tentativo di recupero difficile e faticoso. Sarà dunque importantissimo il crocevia di San Siro, che darà un segnale forte.

Tra le due contendenti ballano comunque, considerando la gara che deve recuperare l’Inter, tre-quattro punti: un margine molto risicato, visto che mancano ancora tante partite alla fine della stagione. Pertanto tutto può succedere. Io vedo favorita l’Inter non tanto per i punti di vantaggio, quanto per la qualità del suo organico. La Champions League potrebbe portarle via qualcosa in termini di energie fisiche e mentali. Ma i milanesi hanno una rosa perfettamente in grado di reggere l’urto delle due competizioni. La Juve, da par suo, non molla e può concentrarsi solo sulla serie A. Un vantaggio non da poco. Sarà una battaglia entusiasmante e serrata fino alla fine.”

A parte nerazzurri e bianconeri, chi si qualificherà – a suo avviso – per la prossima Champions League? Il terzo e il quarto posto restano ancora senza un chiaro padrone…

“Il Milan finirà sicuramente tra le prime quattro. Poi vedremo se l’Atalanta riuscirà a mantenere lo stato di forma attuale: di solito i bergamaschi nel girone di ritorno rendono meglio rispetto al girone d’andata, e riescono a raccogliere qualche punto in più. Potrebbero quindi essere dei seri candidati al quarto posto. Che dire poi delle romane? Secondo me possono ancora recitare un ruolo da protagoniste, come del resto il Napoli stesso. Diciamo che saranno decisivi gli scontri diretti, perché ne sono previsti davvero tanti. Quattro o cinque compagini si contenderanno il terzo e il quarto posto.”

Veniamo alla lotta per evitare la retrocessione. Che prospettive intravede per il Cagliari di Claudio Ranieri, reduce da un periodo di grande affanno in cui ha deluso, spesso e volentieri, sul piano del gioco oltre che su quello dei risultati?

“Il Cagliari, come tutte le altre squadre che popolano i bassifondi della graduatoria, ha certamente dei problemi. A mio avviso ha qualcosa in più rispetto alle concorrenti, segnatamente l’esperienza e lo spessore del suo tecnico. Però non riesce a trovare continuità di rendimento, accusa molti alti e bassi. E questo non è certo un buon segnale. Tuttavia è lì che lotta con altre formazioni che, di fatto, sono al suo stesso livello. La Salernitana, fanalino di coda, chiude mestamente la classifica ma sta rivoluzionando il proprio organico sul mercato. E non sarebbe la prima volta che i campani compiono il miracolo dopo un girone d’andata deficitario. L’Empoli sembrava spacciato, ma col cambio di allenatore ha svoltato ed è tornato in corsa: d’altronde Nicola è specializzato in salvezze prodigiose. Il Verona, pur con i suoi problemi, resta a galla…

Insomma, anche la bagarre in zona retrocessione è appassionante. Sono coinvolte cinque-sei squadre che se la giocheranno alla pari. Tra cinque giornate il quadro comincerà a delinearsi in maniera più chiara.”

Il Cagliari ultimamente è sembrato approcciarsi alle partite in maniera fin troppo passiva e attendista. E ha puntualmente pagato questo atteggiamento, finendo sotto di uno o di due gol. Poi non sempre riesce il “colpo gobbo” della rimonta a effetto nella ripresa. Allora vien da chiedersi: meglio puntare su una tattica meno rinunciataria e aggredire l’avversario fin dall’inizio? Oppure fa bene Ranieri, visto il materiale tecnico a disposizione, a partire prudente e abbottonato?

“Bisognerebbe sempre far giocare la squadra secondo quelle che sono le caratteristiche dei giocatori. Poi è importante dare la giusta mentalità, che innanzitutto consiste nella voglia di lottare con ferocia e con determinazione su ogni pallone.

Vero è che non si può sempre sperare di pareggiare o di vincere al 96’. Può capitare una o due volte, ma non sarà mai la norma. Il Cagliari deve trovare le proprie sicurezze, ovvero una strategia, un modo di giocare chiaro e definito attraverso il quale arrivare al risultato. Poi va anche detto che nel girone di ritorno le squadre stanno molto più attente, perché i punti contano tantissimo. Magari si predilige la concretezza a discapito della spregiudicatezza, e si tende a non giocare troppo a viso aperto. Ad ogni modo, come dicevo prima tra qualche giornata i veri valori verranno fuori, e avremo un’idea più compiuta di quella che sarà la volata finale in zona salvezza.”