ESCLUSIVA TC - MASSIMO PAGANIN: "Ranieri deve ancora trovare il suo undici ideale. Pavoletti e Petagna, schierati insieme, si pestano i piedi. Ma il Cagliari ha le carte in regola per lottare fino in fondo. Per lo scudetto è una corsa a due"
Massimo Paganin vanta una lunga e intensa carriera agonistica, spesa soprattutto in serie A vestendo maglie prestigiose quali quelle di Inter, Bologna, Atalanta e Sampdoria.
Difensore dotato di acume tattico e di un ottimo senso della posizione, dopo aver appeso le scarpette al chiodo si è reinventato arguto e autorevole commentatore televisivo sulle reti Mediaset.
Massimo, secondo lei la lotta scudetto è ormai circoscritta a Inter e Juventus o è ancora possibile l’inserimento di qualche altra big nel girone di ritorno?
“Credo che, di fatto, il tricolore se lo giocheranno nerazzurri e bianconeri. Il Milan difficilmente potrà reinserirsi: è una squadra che deve fare i conti con parecchi – e importanti – problemi da risolvere. Vedremo a quanti punti girerà l’Inter al termine del girone d’andata: la quota scudetto potrebbe attestarsi attorno agli 85-86 punti.
La Juve è tanto favorita quanto i nerazzurri, perché non gioca le coppe ed è una squadra estremamente solida e pragmatica. L’Inter come compagine tecnicamente ha qualcosa in più, ma bisognerà anche vedere se alla lunga reggerà alla pressione che gli uomini di Allegri le metteranno addosso. Intanto l’undici meneghino dovrà riuscire a portare a casa i tre punti contro le cosiddette ‘piccole’ che affronterà nelle prossime giornate: adesso contro questi avversari Lautaro e compagni se la cavano meglio, mentre qualche tempo fa proprio con le formazioni di bassa classifica perdevano punti pesanti e compromettevano il loro campionato. In definitiva, secondo me per lo scudetto sarà una corsa a due.”
Più aperta e avvincente, invece, appare la lotta per un piazzamento in Champions League. Alle “big” tradizionalmente in lizza per i primi quattro posti quest’anno si sono aggiunte due squadre, come Bologna e Fiorentina, in continua crescita tecnica e tattica. Chi vede favorito per raggiungere Inter e Juventus nell’Europa dei giganti?
“Fiorentina e Bologna sono delle formazioni ‘underdog’. Hanno lavorato bene negli ultimi anni e ora stanno raccogliendo i meritati frutti. I loro giocatori stanno crescendo sia tecnicamente che dal punto di vista dell’autoconsapevolezza e dell’autostima. Chiaramente nella lotta a un piazzamento Champions vanno messe dentro anche Roma, Napoli e la stessa Atalanta, che mi è piaciuta molto nelle ultime partite. Pure la Lazio potrebbe recuperare diverse posizioni. La Roma, a mio parere, ha una rosa un tantino superiore a quella delle rivali. Il Napoli, come il Milan, sta passando un momento estremamente complicato e non transitorio o passeggero, nel senso che dura dall’inizio del campionato. Una volta vinto lo scudetto, del resto, non è facile andare altrettanto bene nell’annata successiva.
I rossoneri di Pioli sono dipendenti da alcuni giocatori, come Leao, Theo Hernandez e Giroud. Bisognerà vedere come arriveranno questi calciatori alla seconda parte della stagione. Ad ogni modo, il Milan conserva un piccolo vantaggio sulle concorrenti. Per il quarto posto vedo favorite Roma e Napoli.”
Venendo alla bagarre in zona retrocessione, come vede in particolare il Cagliari di Claudio Ranieri? Era partito malissimo, poi si è ripreso ma ultimamente è tornato a fare ben pochi punti. Inoltre, a suo parere i sardi hanno un problema di gioco in fase di costruzione della manovra? Davanti si vedono quasi solo lanci lunghi e traversoni dalle fasce: non manca un po’ di imprevedibilità?
“Il Cagliari è destinato a combattere fino all’ultima giornata per mantenere la categoria. È vero che, tra le formazioni di bassa classifica, è quella che ha segnato più reti - 16 - ma è anche tra quelle con la peggior difesa: ben 31 gol subiti finora. Sicuramente urge un cambio di rotta nel girone di ritorno. Ero convinto che la svolta potesse arrivare da quella clamorosa rimonta ai danni del Frosinone – da 0-3 a 4-3 – ma così non è stato.
D’altra parte l’ambiente cagliaritano è abituato a sgomitare per restare in serie A, quindi questa situazione non rappresenta una novità, e la squadra è comunque sempre agganciata al treno-salvezza: si trova a un solo punto dal quartultimo posto. E a mio parere fino al Frosinone e al Genoa, che hanno entrambe 19 punti, sono tutte coinvolte nella bagarre. Metterei dentro pure il Lecce, che galleggia a quota 20.
Il Cagliari ha perso diverse gare che avrebbero invece potuto e dovuto fruttargli dei punti. Nella sua rosa non mancano elementi anche interessanti: Ranieri cercherà innanzitutto di valorizzare i giovani a sua disposizione. E poi dovrà trovare un assetto tattico che sia un po’ più funzionale agli attaccanti rossoblù. Pavoletti e Petagna, se giocano assieme, per caratteristiche fisiche e per il ruolo che ricoprono tendono a pestarsi un po’ i piedi. Con due prime punte abili soprattutto di testa diventa difficile trovare modo e spazio per effettuare delle giocate palla a terra. E non è semplice rendersi pericolosi con i cross dalle fasce perché, a parte i giocatori appena citati, non ci sono molti elementi in grado di inserirsi in area per sfruttare le palle alte. Inoltre in serie A le formazioni avversarie hanno difensori forti nella marcatura a uomo, per cui la soluzione del traversone in mezzo non può funzionare sempre. Non a caso Ranieri quest’anno ha variato più e più volte modulo e disposizione tattica: deve trovare delle soluzioni alternative in fase di costruzione del gioco e, più in generale, è ancora alla ricerca del suo undici ideale.
Ad ogni buon conto, i sardi possono tranquillamente giocarsela fino in fondo per conseguire il loro obiettivo. Hanno anche patito numerosi infortuni e sono stati spesso costretti a fare di necessità virtù. Non vedo un quadro così drammatico o preoccupante: ora come ora basta una vittoria per scalare almeno un paio di posizioni in graduatoria. La squadra deve rimanere tranquilla: lo spirito, la determinazione, l’atteggiamento e l’attitudine a lottare sono state trasferite dall’allenatore a tutto il gruppo, e questa è la cosa in assoluto più importante. Del resto, la storia recente del Cagliari racconta di salvezze centrate proprio sul filo di lana, al fotofinish.”
