Gaetano a Radiolina: "Come voglio essere chiamato? Adesso finalmente regista"

Gaetano a Radiolina: "Come voglio essere chiamato? Adesso finalmente regista"TUTTOmercatoWEB.com
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di Maria Laura Scifo

A partire dalle 18.30 il centrocampista del Cagliari Gianluca Gaetano sarà ospite ai microfoni di Radiolina, la radio ufficiale del Cagliari Calcio, per fare il punto sulla situazione in casa rossoblù.

Come vuoi essere chiamato ora? Adesso finalmente regista, fantasista? Quello resta. È una novità per gli altri, per me no. In passato già l'ho fatto questo ruolo e adesso l'ho ritrovato. È il mio ruolo del futuro e da qui non mi muovo più. Era dall'inizio del campionato, dalla partita con il Bologna che parlavamo di questa soluzione. Poi è arrivata in una partita molto importante ed è andata bene. L'ho fatto a Cremona in Serie B, poi a Napoli che si giocava sempre 4-3-3. Ogni volta che entravo ero mezz'ala o mediano.

Perché prima trequartista o seconda punta? Negli ultimi 20m vedevo la porta bene e facevo gol. In questo ruolo qui mi sento veramente bene però, tocco molte volte la palla e sono nel vivo del gioco. Invece lì nel traffico, con i difensori... si prendono anche le botte. 

Gol contro la Roma? Quella palla lì è arrivata, ho visto che Ghilardi l'aveva mancata e ho pensato 'stop di petto e tiro'. Mi sono detto che veniva troppo bene. Quella partita è stata una partita fatta con il pennello, meritavamo la vittoria e sarebbe stato un peccato se fosse finita 0-0. Adesso stiamo andando bene, ma dobbiamo stare attenti. Lunedì può essere una partita molto insidiosa.

I 5-6 gol fatti con Ranieri possono aver confuso il tuo ruolo? Ho fatto un'intervista su questo. Si è creata confusione, secondo me non era giusto chiamarmi bomber, quel ruolo lì non era il mio.

Come ti trovi a Cagliari? Troppo bene, ma fin dall'inizio. La città è bellissima, sole e mare, i tifosi sono fantastici. Sono voluto tornare, i tifosi mi mandavano messaggi, i compagni... e lì ho capito quanto ci tenevano a me. Ringrazio anche i ragazzi, Deiola, Pavoletti, che da dentro mi hanno fatto capire cosa significa giocare per questa maglia e per questa isola. Abbiamo trovato la nostra quotidianità qui a Cagliari, anche mia moglie si trova benissimo. Adesso che i miei genitori hanno chiesto a mia figlia perché parla in sardo. 

Il ritorno all'inizio non è andato come ci si aspettava. No, infatti. C'era tanta pressione, ma non è stata un'annata al 100%. Il ritiro pre-campionato fa tutto e arrivare subito e dopo 2 giorni giochi la partita contro il Napoli da titolare e allora fai fatica ad esprimerti, anche fisicamente. Ora sono arrivato ad un'ottima condizione. 

Quanto conta il rapporto con l'allenatore? Il dialogo con l'allenatore conta tanto, con il mister quest'anno siamo al 100%, poi è maniacale. Ti fa capire tutto, il piano gara ogni partita è fatto alla perfezione e io ho detto tante volte che avrà un futuro meraviglioso.

La maglia numero 10? Uno doveva prendere il 10 e i compagni mi hanno detto che ero il più indicato e allora l'ho preso. Zola? L'ho conosciuto al mare quest'anno.

Nazionale?  Ero stato convocato. Gioco la partita contro la Salernitana, faccio gol ma poi mi sono infortunato. Ho dovuto parlare con Spalletti, era il sogno, ma purtroppo non potevo andare. Poi non è più arrivata nessuna chiamata.

Ti senti l'anziano? No, mi sento maturo a livello calcistico. Gli anni passano, le esperienze le fai e si matura. I giovani mi chiedono consigli? Ancora no dai, non a me.

Che emozione è aver vinto uno scudetto? Ho salutato Napoli nel modo migliore. Quell'annata lì è stata magnifica, un'emozione indescrivibile.

Luvumbo? Grande perdita, un grande fratello. Tante battaglie insieme. Quando va via un giocatore, va via un fratello. E' sempre una botta al cuore. Però ne sono arrivati altri che saranno all'altezza. I nuovi si sono inseriti bene, Agustìn è bravo secondo me. Kiliçsoy sta imparando l'italiano? Un po' si dai. Dopo il gol ha portato le pizzette sfoglia.

Lecce? Siamo molto carichi, l'obiettivo salvezza bisogna andarlo a prendere e prima arriva e meglio è. Da lunedì bisogna cominciare ad intravedere questa strada. Mio padre mi ha scritto due giorni fa e mi ha detto che sono la bestia nera del Lecce, perché gli ho fatto tanti gol.