Giuseppe Bellini: "Cagliari, la Juve va affrontata con coraggio e con spirito propositivo. Abbiamo già interpretato partite simili in chiave iperattendista, e non ne abbiamo mai ricavato punti. Siamo la squadra più forte tra le pericolanti"
Lui un Cagliari-Juventus lo vinse. Anzi, fece anche di più: lo decise, con un suo memorabile gol di rapina in zona Cesarini.
Correva il 30 marzo 1980, e al Sant’Elia i rossoblù di Tiddia sfidavano la Vecchia Signora. Dopo le reti di Bettega e di Selvaggi, che siglarono il provvisorio 1-1, arrivò a un minuto dal novantesimo il guizzo risolutivo di Giuseppe Bellini, che fissò il punteggio sul 2-1 finale. Oggi Bellini, intervistato da Tuttocagliari.net, si augura che la storia possa ripetersi, anche se contro la lanciatissima Juve di Luciano Spalletti il compito, per Caprile e compagni, si preannuncia proibitivo.
Giuseppe, il Cagliari viene dalla pesante sconfitta di Genova, mentre la Juventus viaggia col vento in poppa da diverse settimane. Insomma, stasera all’Unipol Domus non ci sarà storia?
“Nel calcio non esiste la cosiddetta ‘missione impossibile’. E poi io ho visto le ultime due gare in trasferta del Cagliari: contro il Genoa avevamo iniziato molto bene, poi abbiamo concesso un gol su un evidente errore difensivo e da lì sono nati tutti i problemi. Anche con la Cremonese Caprile e compagni non mi erano dispiaciuti. Certo, la Juve sta vivendo un momento di forma eccezionale. Ma sono convinto che non avrà vita facile a Cagliari.”
Quale potrebbe essere lo stratagemma giusto per imbrigliare Yildiz e compagni?
“Se partite come queste le affronti pensando che gli avversari siano nettamente più forti e ti rintani in difesa a oltranza, beh la sconfitta è pressoché assicurata. Devi giocare aperto e aggredire i portatori di palla rivali. Noi stasera non dovremo avere assolutamente paura. E dovremo essere capaci di far male alla Juventus quando se ne presenterà l’occasione. In tante altre circostanze abbiamo sposato la strategia iperattendista, e non abbiamo praticamente mai portato a casa punti. Insomma, serve coraggio, anche perché coi pareggi in serie A oggigiorno non si va da nessuna parte: bisogna giocare sempre per vincere. Tra l’altro tutte le dirette concorrenti stanno marciando a ritmo spedito, e chi stava dietro in classifica si è sensibilmente avvicinato.”
Al di là della sfida di stasera, lei vede i rossoblù tecnicamente attrezzati per raggiungere una comoda salvezza? O è necessario qualche innesto importante nel corso del mercato invernale?
“Qualche innesto mirato io lo farei. Anche se il Cagliari, tra le pericolanti, secondo me è la più forte e quella che gioca meglio. Però bisogna dare continuità ai risultati positivi, iniziando a fare punti anche nelle gare in cui si pensa di raccogliere meno. D’altronde contro le big del campionato è perfettamente inutile partire già rassegnati: se proprio devo perdere perdo perché gli altri sono più forti, non perché io da par mio li agevolo restando asserragliato nella mia metà campo. L’obiettivo deve essere quello di mettere in seria difficoltà la Juve per novanta minuti, non di spianarle la strada verso i tre punti.”