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Massimo Paganin: "La cessione di Luperto mi ha sorpreso: mi è parso strano che abbia lasciato Cagliari, dove era sempre stato al centro del progetto, per andare a Cremona. I sardi potrebbero anche giocare un po' più "alti"? Sì, ma non troppo..."

Massimo Paganin: "La cessione di Luperto mi ha sorpreso: mi è parso strano che abbia lasciato Cagliari, dove era sempre stato al centro del progetto, per andare a Cremona. I sardi potrebbero anche giocare un po' più "alti"? Sì, ma non troppo..."TUTTOmercatoWEB.com
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di Matteo Bordiga

Massimo Paganin, ex difensore e attualmente commentatore televisivo per le reti Mediaset, ai microfoni di Tuttocagliari.net promuove la nuova versione “operaia” del Cagliari di Fabio Pisacane: una squadra bassa, attenta e accorta, sempre pronta a colpire l’avversario in contropiede.

Massimo, il Cagliari è reduce da tre vittorie consecutive. In queste partite l’undici isolano ha sempre adottato una tattica molto attendista e prudente.

“Pisacane ha preso una decisione chiara: quella di far giocare la sua squadra di rimessa, sfruttando le caratteristiche dei calciatori che ha a disposizione. Del resto è inutile sforzarsi di fare un calcio non adatto a quelle che sono le proprie risorse tecniche. Il mister napoletano, dopo aver maturato alcuni mesi di esperienza su una panchina di serie A, ben sapendo che il Cagliari aveva l’urgenza di fare punti per assicurarsi la salvezza ha optato per questa strategia. Certo, va riconosciuto che le ultime tre vittorie sono state un po’ fortunose, o per meglio dire fortunate, ma queste cose capitano a tutti nel corso di una stagione. Il calcio dà e il calcio toglie.”

Secondo lei questo Cagliari avrebbe i mezzi tecnici per provare ad alzare un po’ il baricentro e sperimentare un calcio più propositivo, naturalmente senza sbilanciarsi troppo?

“Direi di sì… ma non troppo. Nel senso che c’è effettivamente la possibilità di alzare il baricentro rispetto a quanto mostrato nelle ultime gare, ma non di tanti metri. Sarebbe infatti troppo complicato cambiare radicalmente l’approccio alle partite. D’altronde in questo mercato invernale la società ha operato non in funzione di uno stravolgimento dello stile di gioco della squadra, ma - al contrario - per proseguire sulla falsariga della strategia attuale. Resta il fatto che, una volta raggiunta la salvezza matematica, Pisacane potrebbe avere voglia di apportare qualche significativa modifica allo stile di gioco dei rossoblù. Non solo per sperimentare altre tattiche e altri approcci, ma anche per scoprire ciò che egli stesso è - o sarebbe - capace di fare.”

A proposito del mercato invernale, come commenta la cessione di Sebastiano Luperto alla Cremonese?

“Devo ammettere che mi ha stupito: mi è parso strano che Luperto abbia lasciato la Sardegna, dopo essere stato a lungo al centro del progetto-Cagliari, per andare a Cremona. In ogni caso adesso la società sarda dovrà cercare un difensore mancino da inserire nel ruolo di braccetto di sinistra. Questa cessione qualche piccolo strascico nel breve periodo potrebbe lasciarlo, ma d’altro canto dubito che sia giunta come un fulmine a ciel sereno. Nel calcio si sa che queste cose possono accadere. Di certo la rinuncia a Luperto non cambierà il Cagliari dal punto di vista tattico. Il mister saprà trovare un sostituto in grado di rimpiazzare il salentino, che pure era stato un pilastro della retroguardia isolana negli ultimi due anni.”