Nandez: "Non c'è un altro posto che mi rende felice quanto Cagliari. I Quattro Mori ci rappresentano in tutto il mondo"
Nahitan Nandez è il protagonista di questa settimana di Made in Italy, la campagna promossa da Lega Serie A, Maeci (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) e ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane). El Leon ha mostrato le bellezze della città di Cagliari. Queste le parole dell'uruguaiano sintetizzate da TuttoCagliari: "Quando avevi tre anni mia madre voleva iscrivermi ai Boy Scout, come si chiama in Uruguay, che è tipo un gruppo di persone che vanno in campeggio nella natura, ma era chiuso. L'unica cosa aperta quel giorno era l'Accademia di calcio ed è così che è cominciata la mia storia. Poi ho iniziato a giocare a calcio ovunque, nel quartiere, per strada, come tutti i calciatori. Il calcio per me è tutto: prima era una passione, poi è diventato il mio lavoro e la verità è che mi rende felice. Per dirla con una parola, è un sogno. Non riesco a pensare a un altro posto che mi rende felice quanto Cagliari: la gente, la città, i paesaggi, la campagna, la spiaggia, il calcio. Ti fa sentire sempre come un sardo. Ho più amici sardi che uruguaiani. La zona di castello è molto importante per la nostra gente perché la nostra squadra si chiama nello stesso modo 'Casteddu'. Cagliari e la Sardegna mi ricordano molto loro guai perché sono molto simili, la città, il territorio, ma soprattutto soprattutto le persone mi ricordano a casa. Siamo molto simili: siamo entrambi umili, calmi. La verità è che tutto questo mi fa sentire davvero a casa".
"Ciò che mi ha veramente colpito è stata la passione dei tifosi e quanto il Cagliari significhi per la gente - ha proseguito Nandez -. Per loro il Cagliari è tutto e questo non si vede molto spesso. Ti fanno sentire uno di loro e per la natura del nostro lavoro non è una cosa facile da trovare. Le persone qui sono meravigliose. La cosa più bella è che il Cagliari non rappresenta una città, ma un'isola e un popolo. Questa è la bandiera dei Quattro Mori, la bandiera della Sardegna, rappresenta questa terra, la forza della Sardegna e di Cagliari. È un simbolo che ci rappresenta in tutto il mondo. L'Amsicora? Penso che dimostri quanto sia importante il calcio per questa città. E qui che il Cagliari ha vinto il suo scudetto e sicuramente ha una storia molto bella e ricca da raccontare. Il Poetto è una delle spiagge più belle della città, penso che avere una spiaggia dentro la città sia meraviglioso. La Sella del Diavolo è un altro posto meraviglioso e dall'altra parte abbiamo il faro: credo che tutti i posti siano meravigliosi e in Sardegna si trova sempre un posto più bello dell'altro. I miei bisnonni dovettero partire a causa della guerra, come altri allora. Ho fatto qualche ricerca E adesso a casa ho una cartella con tutta la storia, i documenti e le fotografie. Una bella storia. Grazie a loro ho la doppia cittadinanza italiana e uruguaiana e la verità è che sono orgoglioso di sentirmi uruguaiano e allo stesso tempo, un po' italiano. Alla fine penso che fosse destino che la mia famiglia fosse emigrata in passato e ora tocca a me. Il mio sogno, te lo dico sinceramente, ed quello di venire a vivere qui, una volta appesa le scarpette al chiodo. È l'unico posto che mi ha dato dei dubbi rispetto all'Uruguay".
