Caprile, la Procura contesta la perizia del 2023 per il passaggio dal Bari al Napoli
Il trasferimento di Elia Caprile dal Bari al Napoli, concluso nell'estate del 2023 per 2,2 milioni di euro, è finito nell'attenzione della Procura di Bari nell'ambito dell'inchiesta che riguarda la società biancorossa. Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, al centro delle contestazioni c'è anche la perizia utilizzata per determinare il valore del portiere prima della cessione.
La perizia e l'errore sulla data di nascita
Il documento, firmato il 17 luglio 2023 da Claudio Garzelli, collocava il valore di Caprile in una forbice compresa tra 1,5 e 2,5 milioni di euro. I consulenti dell'accusa hanno però segnalato alcune imprecisioni contenute nella valutazione. Tra queste figura anche la data di nascita del portiere, indicata come 10 gennaio 1997, mentre Caprile è nato il 25 agosto 2001. Secondo la ricostruzione riportata, l'errore viene considerato rilevante perché l'età rappresenta uno degli elementi utilizzati nella valutazione economica di un calciatore.
La contestazione sul valore di Caprile
I consulenti Massimiliano Cassano e Antonio Danza hanno messo in discussione anche la congruità economica della cessione, sostenendo che il prezzo riconosciuto al Bari non rispecchiasse il valore ritenuto effettivo del giocatore. Le contestazioni riguardano anche i criteri adottati nella perizia per individuare il valore del portiere. La Procura mette quindi sotto esame sia il risultato della stima sia il metodo utilizzato per arrivare a quella valutazione.
La successiva crescita del valore
Dopo il trasferimento al Napoli, Caprile è stato mandato in prestito all'Empoli, prima di approdare successivamente al Cagliari a titolo definitivo. Il trasferimento in Sardegna ha portato il valore dell'operazione a circa 8 milioni di euro, una cifra molto più elevata rispetto ai 2,2 milioni pagati dal Napoli nel 2023. La difesa del Bari, però, contesta che il prezzo della successiva cessione possa essere utilizzato direttamente per giudicare la congruità dell'operazione precedente, considerando il percorso compiuto dal giocatore nel frattempo.
A sostegno dell'operazione viene richiamata anche una perizia redatta dal commercialista Elbano De Nuccio, incaricato dalla difesa del Bari. Secondo questa ricostruzione, la cessione a 2,2 milioni avrebbe comunque generato per il club una plusvalenza di 1,72 milioni di euro, pari a circa 54,9 volte il prezzo d'acquisto sostenuto in precedenza per il portiere. La difesa evidenzia inoltre che il valore di Caprile è cresciuto negli anni successivi grazie alle esperienze maturate in Serie A con Empoli, Napoli e Cagliari.
