L'ex Cagliari Fonseca: "Yildiz mi ricorda Francescoli. Quella cena con Enzo e Zidane. Cappioli il più donnaiolo"
La Gazzetta dello Sport ha intervistato l'ex attaccante di Cagliari, Roma e Napoli, Daniel Fonseca.
Sulla Juve: "I bianconeri si giocano tanto, in caso di sconfitta la corsa Champions si farebbe davvero difficile: 7 punti dalla Roma diventerebbero tanti. Un po’ di stanchezza è inevitabile dopo la Champions. Ma all’Olimpico è impossibile rilassarsi e la Juventus vorrà regalarsi un bel risultato per svoltare".
Su Yildiz: "Yildiz non si discute. L’ho detto e lo ripeto: a me ricorda un po’ Francescoli. Enzo è un fratello ed è stato il calcio, era anche l’idolo di Zidane. Magari Yildiz torna al gol contro la Roma, queste serate sono quelle che esaltano i campioni.Il paragone con DelPiero è pesante, però mi sembra che il turco stia indossando la maglia numero dieci con responsabilità e leggerezza. Il futuro è il suo".
Un aneddoto su Francescoli: Siamo stati insieme a Cagliari e nell’Uruguay, è più che un amico. Zidane stravedeva per Enzo e così una volta, ai tempi della Juventus, organizzai una cena a Torino tutti insieme. Zizou era contento come un bambino".
Su chi sarà l’uomo decisivo di Gasperini contro la Juventus: "Sarebbe facile dire Malen. Io punto su Wesley. Non mi sorprende il suo impatto perché l’ho visto tante volte in Brasile quando giocava nel Flamengo. È un top player e con le sue sgasate può bruciare la Juventus. Spalletti dovrà trovare un modo per limitarlo".
Sui suoi ex compagni: "Il compagno più divertente? Ferrara non ha rivali. Tra Napoli e Juventus, Ciro ha organizzato scherzi a tutti. Non a me però: io ero il suo complice. Avevo più successo con le ragazze io o Cappioli a Roma? Cappioli era il numero uno e i suoi racconti di inizio settimana leggendari. Mazzone aveva un debole per lui, ma quando si arrabbiava... “Cappioli, svegliati: non pensare sempre alle donne”. Carletto è stato un papà. Come Ranieri, che mi volle a Napoli. Bellissima esperienza: dopo i cinque gol al Valencia in Coppa, andai a comprarmi un paio di mocassini sottovalutando l’amore della città. In dieci minuti si radunarono trecento ragazzi fuori dal negozio, per farmi uscire servirono due pattuglie della polizia".